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La memoria

Costruzione della memoria e uso pubblico della storia: i meccanismi della narrazione del passato fatto dai contemporanei per i contemporanei.

La lista è ordinata alfabeticamente per autore o curatore.

A (Agosti)   B (Bermani | Bernardi)   C (Carusi | Cavaglion | Chiarini | Collotti | Colombini | Cooke)   D (De Luna | Del Boca)   F (Falsini | Flores | Focardi)   G (Gallerano | Gobetti)   M (Miccoli)   P (Pestelli | Portelli)   W (Winterhalter)

A

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Resistenza e autobiografia della nazione : uso pubblico, rappresentazione, memoria / a cura di Aldo Agosti e Chiara Colombini. - Torino : Seb 27, 2012.

Anche per l'Italia, come per la maggior parte dei paesi del nostro continente, il momento culminante della "guerra civile europea" - coincidente con la lotta di Liberazione contro il nazismo e il fascismo - rappresenta un momento di ridefinizione della propria identità civile e nazionale. In questo, essa può essere avvicinata al Risorgimento: entrambi sono assunti a fondamento della costituzione formale e materiale rispettivamente del Regno e della Repubblica, e i valori di ciascuno entrano a far parte di un nuovo lessico civile apparentemente condiviso. D'altra parte, l'uno e l'altra sono introiettati nel dna della nazione senza essere metabolizzati completamente, e ne sopravvive la carica di tensione e di antagonismo di due "Italie" che si vivono reciprocamente come estranee. Le modalità con le quali la Resistenza italiana è stata rappresentata (insegnata, raccontata, comunicata) costituiscono un osservatorio significativo di questa tensione.

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B

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Bella ciao : storia e fortuna di una canzone : dalla Resistenza italiana all'universalità delle resistenze / Cesare Bermani. - Novara : Interlinea, 2020.

Cesare Bermani racconta storia e fortuna di un canto della Resistenza italiana diventato universale. In tanti ne hanno scritto e in tanti l’abbiamo cantata. Adesso, in un piccolo prezioso libro, Cesare Bermani, lo studioso militante che meglio di tutti ne ha seguito le origini e la storia, distilla più di mezzo secolo di ricerca e arriva a conclusioni definitive e solidamente documentate. Per prima cosa, Bermani fa chiarezza su un punto importante: non è vero che Bella ciao non sia stata cantata durante la Resistenza. Era l’inno di combattimento della Brigata Maiella in Abruzzo, cantato dalla brigata nel 1944 e portato al Nord dai suoi componenti che dopo la liberazione del Centro Italia aderirono come volontari al corpo italiano di liberazione aggregato all’esercito regolare.

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Quando la storia diventa storie : la società italiana e la comunicazione di fascismo e Resistenza tra gli anni Settanta e gli anni Duemila / Marco Bernardi. - Firenze : Le Monnier Università-Mondadori Education, 2019.

Questo volume analizza l'uso pubblico di fascismo e antifascismo negli ultimi quarant'anni, indagando i modi in cui la narrazione pubblica ha manipolato la percezione della Resistenza. Il libro mette assieme due prospettive, intrecciandole: public history e analisi del linguaggio. L'uso pubblico della storia ci mostra non solo cosa e come una società ricorda ma anche, e soprattutto, quali sono i suoi valori attuali, in quanto il racconto del passato è fatto dai contemporanei per i contemporanei. Inoltre, va ricordato che ogni racconto storico è in primis un racconto, e quindi la comprensione della lotta tra narrazioni che cercano di diventare egemoni all'interno di una società deve passare anche attraverso lo studio degli strumenti retorici impiegati dai vari contendenti. In questo libro trova così spazio una particolare descrizione della società italiana attraverso anni di profondi cambiamenti.

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C

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Il 25 aprile dopo il 25 aprile : istituzioni, politica, cultura / a cura di Paolo Carusi e Marco De Nicolò. - Roma : Viella, 2017.

Negli ultimi vent'anni il dibattito sulla Resistenza e la Liberazione si è periodicamente riacceso con fiammate improvvise ma, con il passare del tempo, sempre più sporadiche. Parallelamente, la costruzione del discorso pubblico è parsa spesso condizionata da "scoperte" effimere o da questioni riportate artificiosamente alla ribalta in funzione della polemica politica e gestite, poi, mediaticamente senza alcun riferimento agli studi storici esistenti. E sono proprio gli storici, in questo volume, a scendere in campo per valutare quanto di quel dibattito e della ricerca storiografica più in generale si sia sedimentato nella comunità scientifica e quanto la ricorrenza del 25 aprile sia entrata nella coscienza civile del paese e sia percepita come fondamento della convivenza di una comunità. Seguire il corso delle celebrazioni di questa festa nazionale dal 1946 a oggi, recuperarne le tracce attraverso la comunicazione politica e le forme artistiche e culturali è il modo per verificare se, come e quanto le aspettative e i valori insiti nella festa dell'insurrezione contro il fascismo e il nazismo siano stati letti e veicolati nella storia della Repubblica.

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La Resistenza spiegata a mia figlia / Alberto Cavaglion. - Nuova ed. - Milano : Feltrinelli, 2015.

La Resistenza è stata la dimostrazione del meglio di cui gli italiani fossero capaci: un'assunzione di responsabilità, una volontà di riscatto che non riguarda solo la storia del fascismo e della partecipazione italiana alla Seconda guerra mondiale. Si affrontano qui alcuni problemi controversi della storia della Resistenza senza cedere alla sacralità o alla strumentalizzazione politica: si ricostruisce infatti una narrazione anti-eroica, senza aggettivi, ma ricca di colori. L'obiettivo è cercare una via d'uscita alternativa alla ricostruzione spesso rancorosa degli eventi.

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25 aprile : la competizione politica sulla memoria / Roberto Chiarini. - Venezia : Marsilio, 2005.

Al centro di questo libro c'è la memoria divisa della Resistenza, evento-mito fondativo dell'Italia repubblicana. Per Roberto Chiarini, è divisa, la memoria del 25 aprile, non solo tra fascismo e antifascismo, ma anche, e forse soprattutto, per le spaccature interne allo schieramento antifascista: tra una "memoria rossa" (delle sinistre) e una "memoria grigia" (della DC), una impolitica e una iperpolitica. È su questo versante che si è giocata la partita decisiva per assicurarsi la rappresentanza di quella "zona grigia" che nella Prima repubblica garantiva il controllo del centro e che nella Seconda risulta ancora determinante per assegnare la vittoria tra destra e sinistra.

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Fascismo e antifascismo : rimozioni, revisioni, negazioni / [relazioni di] A. Boldrini ... [et al.] ; a cura di Enzo Collotti. - Roma ; Bari : GLF editori Laterza, 2000.

Rimozioni, revisioni, negazioni. Con questo volume entriamo nel cuore del dibattito sui fascismi, attraverso un quadro ampio e circostanziato degli orientamenti più recenti della storiografia. Una discussione senza pregiudizi ideologici che affronta sia le questioni di metodo sia i revisionismi storici relativi a Germania, Austria, Francia, Spagna, Polonia, Russia e Giappone, passando poi al tema del fascismo e dell'antifascismo italiano e al modo in cui i mass media - giornalismo, cinema, Tv - lo hanno rappresentato. I contributi sono firmati da alcuni tra i più importanti studiosi della materia: A. Boldrini, E. Collotti, F Colombo, G. Crainz, A. Del Boca, G. De Luna, M. Ferretti, G. Fink, F. Gatti, M. Isnenghi, A. Parisella, C. Pavone, V Pisanty, P.P. Poggio, G. Ranzato, L. Rapone, G. Rochat, G. Santomassimo, K. Stuhlpfarrer, T Szarota, Ph. Videlier, L. Violante, W Wippermann.

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Anche i partigiani però... / Chiara Colombini. - Roma ; Bari : Laterza, 2021.

Irresponsabili che con le loro azioni scatenano le rappresaglie naziste e fasciste che si abbattono sulla popolazione inerme. Esaltati che combattono per imporre una dittatura comunista in Italia. Assassini che infieriscono sui vinti. E ancora, autori di un racconto falsificato della storia, imposto a tutti. Questi giudizi sui partigiani oggi sono parte integrante di un senso comune diffuso, popolato di frasi fatte. Con un meccanismo connaturato ai media in generale ma amplificato dalla rete, prende forma un racconto che azzera i contesti, semplifica brutalmente, trasporta gli avvenimenti del passato nel presente per giudicarli con il metro dell’oggi. Come possiamo rispondere a questa offensiva pluridecennale? Chiara Colombini restituisce concretezza alla distanza che ci separa da quegli anni, calandosi nella realtà dura e drammatica, ma anche piena di speranza, di quei venti mesi che tanto hanno significato per la storia del nostro paese. Un libro per conoscere ciò che è stato. Senza retorica, tornando alla storia.

ascolta la recensione di Giuseppe Origgi:


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L'eredità della Resistenza : storia, cultura, politiche dal dopoguerra a oggi / Philip Cooke. - Roma : Viella, 2015.

In questo dettagliato studio a carattere interdisciplinare, lo storico inglese Philip Cooke prende in esame la duratura e contrastata eredità della Resistenza, ricostruendo i mutevoli e ambivalenti atteggiamenti sviluppati dai principali partiti politici e dalle istituzioni repubblicane nel corso del loro ambizioso progetto di edificazione di una nuova nazione sulle rovine del fascismo e della seconda guerra mondiale. Utilizzando romanzi, film, documentari, giornali, diari, monumenti, quadri, musei, l'autore illustra le modalità con cui, in un lungo arco di tempo, la politica, la storia e la cultura italiane hanno interagito fra loro, mette in discussione stereotipi "di parte", come quello dell'egemonia comunista sulla memoria, e rilegge la storia del secondo dopoguerra da una prospettiva inedita e innovativa, che diventerà un imprescindibile punto di riferimento per chiunque vorrà riflettere sulla Resistenza e con essa sull'intera vicenda dell'Italia contemporanea.

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D

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La Repubblica del dolore : le memorie di un'Italia divisa / Giovanni De Luna. - Milano : Feltrinelli, 2015.

La memoria pubblica è un "patto" in cui ci si accorda su cosa trattenere e cosa lasciar cadere degli eventi del nostro passato. Su questi eventi si costruisce l'albero genealogico di una nazione. Sono i pilastri su cui fondare i programmi di studio per le scuole, i luoghi di memoria, i criteri espositivi dei musei, i calendari delle festività civili, le priorità da proporre nella grande arena dell'uso pubblico della storia, le scelte sulla base delle quali si orientano tutti i sentimenti del passato che attraversano la nostra esistenza collettiva. I fondamenti di quel "patto" cambiano a seconda delle varie "fasi" che scandiscono il processo storico di una nazione. Vent'anni fa, la classe politica uscita dal crollo della Prima Repubblica venne chiamata a una complessiva opera di "rifondazione". Si trattava di rinnovare un intero apparato simbolico. Vent'anni dopo prendiamo atto di un vero fallimento. A tenere insieme il patto fondativo della nostra memoria sono oggi infatti il dolore e il lutto che scaturiscono dal ricordo delle "vittime". Della mafia, del terrorismo, della Shoah, delle foibe, delle catastrofi naturali, del dovere, vittime, sempre e solo vittime. Il loro dolore, per potersi vedere riconosciuto, deve sopravanzare quello delle altre. Per emozionare, commuovere, suscitare consenso, le sofferenze vanno gridate. Quasi che le emozioni siano merci e che sia il mercato a imporre le sue regole, nel controllarne la domanda e l'offerta.

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La storia negata : il revisionismo e il suo uso politico / Agosti ... [et al.] ; a cura di Angelo Del Boca. - 2. ed. - Vicenza : Neri Pozza, 2010.

Sottoporre a revisione la storia è il compito stesso degli studiosi, essendo la storiografia nient'altro che una costante riscrittura della storia. Perché, dunque, degli storici come gli autori di questo libro dovrebbero schierarsi contro il "revisionismo"? Perché sotto questo termine si è delineato, nel corso degli ultimi decenni in Italia e nel mondo, un "uso politico della storia" che ha poco a che fare con la ricerca storiografica. Un "uso politico" dalle molteplici diramazioni, ma che, soprattutto nella distorta ricostruzione della nostra storia nazionale, presenta alcune opinioni ossessivamente ripetute: l'idea che il Risorgimento sia stato una guerra di annessione e non un movimento di rinascita per l'unità nazionale; la concezione del fascismo come tentativo autoritario bonario, distinto dal totalitarismo nazista e volto all'edificazione di una patria che non sarebbe esistita prima; l'ipotesi della morte definitiva della patria sancita dall'8 Settembre e la conseguente rivalutazione dei combattenti di Salò come autentici patrioti. Tesi politiche che non hanno la benché minima serietà né il rigore dell'autentica indagine storica, ma che, raffigurando gli avversari come i difensori di una "vulgata resistenziale", di "verità di regime", mirano a distruggere i fondamenti stessi della nostra storia repubblicana e della nostra Costituzione. Contro questo "revisionismo" si schierano alcuni tra i migliori storici italiani.

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F

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La storia contesa : l'uso politico del passato nell'Italia contemporanea / Luca Falsini. - Roma : Donzelli, 2020.

La storia è in crisi? Oppure è la comunicazione storica che fatica ad arginare la deriva presentista della società contemporanea? Quali sono le responsabilità dei politici e dei media nel processo di destoricizzazione che investe le università e le nuove generazioni? E quali quelle degli storici? Sono alcune delle domande cui Luca Falsini cerca di dare risposta, con l'occhio costantemente rivolto agli usi e agli abusi della conoscenza storica, ai condizionamenti ideologici, ai luoghi comuni e alle rimozioni del nostro passato più recente. Da questa analisi emerge un quadro di continuo discredito del lavoro storiografico, alimentato di volta in volta dagli opinionisti e dal sensazionalismo dei media, ma anche dai semplici cittadini, messi ormai in grado dai nuovi mezzi di comunicazione di fare e comunicare storia. In questo racconto di distorsioni, talvolta involontarie, si inserisce in modo dirompente la politica. La caduta del Muro di Berlino e il crollo dei partiti dell'arco costituzionale hanno prodotto una corsa al riposizionamento politico di idee, partiti e individui, non sempre disposti a fare i conti col proprio passato; tutti però convinti della necessità di manipolare la storia per costruire nuove appartenenze identitarie. Bersaglio prediletto sono così divenuti tutti i momenti cruciali della nostra storia nazionale: il Risorgimento, in quanto atto fondativo, quindi l'antifascismo, la Resistenza e la Costituzione, additati come origine dei mali dell'Italia, che non hanno consentito al paese di darsi una struttura politica moderna e una forte e coesa identità nazionale.

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Bella ciao / a cura di Marcello Flores. - Milano : Garzanti, 2020.

È difficile trovare oggi qualcuno che non conosca 'Bella ciao': il suo richiamo alla libertà e insieme il suo carattere non violento ne hanno fatto un simbolo universale, legato non più soltanto alla lotta contro il fascismo ma rappresentativo dei più alti ideali di giustizia e libertà. Decine sono le traduzioni in altre lingue, innumerevoli le cover e le citazioni in film e serie tv: in questo volume lo storico Marcello Flores ricostruisce com'è nato, come è stato tramandato e perché ha avuto fortuna questo celebre canto, che affonda le radici nella tradizione della Resistenza italiana, fino a diventare un mito dall'inarrestabile successo planetario.

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Cattiva memoria : perché è difficile fare i conti con la storia / Marcello Flores. - Bologna : Il mulino, 2020.

Negli ultimi decenni il ruolo della memoria nella vita pubblica è cresciuto costantemente, ma in parallelo è diminuito il peso della storia nel costruire la nostra conoscenza e sensibilità del passato. Un processo accentuatosi con il sempre maggiore intervento della politica e delle istituzioni nel creare «leggi di memoria», «luoghi di memoria», monumenti, memoriali; ma anche con il contributo che i mass media, la letteratura, il cinema e la televisione danno a una lettura e ricordo del passato spesso lontani dalla coerenza di una narrazione storica rispettosa della verità. Il libro analizza questo contraddittorio e complesso rapporto tra storia e memoria, per quanto riguarda sia l'Italia e l'Europa sia un mondo sempre più globalizzato e propenso a guardare al passato in termini strumentali rispetto alle esigenze del presente.

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La guerra della memoria : la Resistenza nel dibattito politico italiano dal 1945 a oggi / Filippo Focardi. - Roma ; Bari : GLF editori Laterza, 2020.

In Italia l'esperienza della seconda guerra mondiale, dell'occupazione tedesca e della lotta partigiana contro la Repubblica sociale ha inciso sulle memorie individuali e collettive producendo numerose fratture. Al di sopra di un universo di memorie frammentate è esistita però anche una memoria pubblica della guerra di liberazione, impostasi come narrazione dominante. Contestata fin dall'immediato dopoguerra, questa memoria si è trovata negli ultimi anni al centro di un confronto sempre più acceso che ha toccato temi nevralgici: la resa dei conti con i fascisti dopo il 25 aprile, la riconciliazione fra 'ragazzi di Salò' e partigiani, la giornata della memoria in ricordo della Shoah, le foibe, Cefalonia. "La guerra della memoria" analizza le caratteristiche del dibattito politico italiano sulla memoria della Resistenza. Un libro che affronta, in maniera rigorosa e documentata, il tema 'caldo' della Resistenza, dalle prime celebrazioni della Liberazione al dibattito storico-politico italiano degli ultimi anni.

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Nel cantiere della memoria : Fascismo, Resistenza, Shoah, Foibe / Filippo Focardi. - Roma : Viella, 2020.

Da decenni ormai, con la fine della guerra fredda e i mutamenti dello scenario internazionale, i processi di ridefinizione delle memorie pubbliche nazionali hanno innescato in tutta Europa delle vere e proprie “guerre di memoria”. In Italia, in particolare, i conflitti tra memorie contrapposte si affiancano a reiterati tentativi di ridefinizione dell’identità nazionale all’insegna della costruzione di presunte memorie condivise, alimentati da un intenso uso politico del passato. Si assiste così all’istituzione di nuove date del calendario civile, come la Giornata della Memoria per le vittime della Shoah e il Giorno del Ricordo per quelle delle foibe; al confronto fra revisionismo e anti-revisionismo su fascismo e Resistenza; a un dibattito sui crimini di guerra italiani nelle colonie e nei territori occupati durante il secondo conflitto mondiale; e all’impegno in prima persona dei presidenti della Repubblica (Ciampi, Napolitano, Mattarella) nel costruire una memoria pubblica nazionale lungo l’asse Risorgimento, Grande guerra, Resistenza, Unione Europea. Ma, come mostra questo volume, dietro gli attuali processi di rielaborazione del passato vi è – come sempre – una più ampia posta in palio, che tocca le prospettive future della democrazia in Italia e in Europa.

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G

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La Resistenza tra storia e memoria / a cura di Nicola Gallerano. - Milano : Mursia, c1999.

Il volume raccoglie gli atti di un convegno svoltosi a Roma nell’ottobre 1995. Scopo del convegno la riflessione sulla Resistenza nel dibattito sul rapporto fra storia e memoria e sull'uso pubblico della storia. Da menzionare, le relazioni di Gallerano (Le avventure della continuità), di Scoppola (Resistenza e identità nazionale) e di Legnani (Vecchie e nuove vulgate si contendono la Resistenza). La Resistenza e gli antifascismi il tema trattato da Santomassimo, mentre Barbagallo e Pivato si sono spostati avanti nel tempo, l'uno parlando della Costituzione, l'altro di quel particolare tipo di eredità della guerra e della Resistenza che può cogliersi nei nomi degli italiani.

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Le verità della storia : scritti sull'uso pubblico del passato / Nicola Gallerano. - Roma : Manifestolibri, 1999.

Nicola Gallerano è stato nel gruppo di storici che hanno iniziato la loro attività professionale negli anni '60, tra quello che si sono interrogati sull'uso pubblico della storia, sui rapporti tra storia e memoria, sull'intreccio con la politica. L'ampiezza dei suoi interessi gli ha permesso di intervenire in modo originale su gran parte dei temi storiografici che sono stati rilevanti negli ultimi venti anni.

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E allora le foibe? / Eric Gobetti. - Roma ; Bari : GLF editori Laterza, 2021.

«Decine di migliaia», poi «centinaia di migliaia», fino a «oltre un milione»: a leggere gli articoli dei giornali e a sentire le dichiarazioni dei politici sul numero delle vittime delle foibe, è difficile comprendere le reali dimensioni del fenomeno. Anzi, negli anni, tutta la vicenda dell’esodo italiano dall’Istria e dalla Dalmazia è diventata oggetto di polemiche sempre più forti e violente. Questo libro è rivolto a chi non sa niente della storia delle foibe e dell’esodo o a chi pensa di sapere già tutto, pur non avendo mai avuto l’opportunità di studiare realmente questo tema. Questo “Fact Checking” non propone un’altra verità storica precostituita, non vuole negare o sminuire una tragedia. Vuole riportare la vicenda storica al suo dato di realtà, prova a fissare la dinamica degli eventi e le sue conseguenze. Con l’intento di evidenziare errori, mistificazioni e imbrogli retorici che rischiano di costituire una ‘versione ufficiale’ molto lontana dalla realtà dei fatti. È un invito al dubbio, al confronto con le fonti, nella speranza che questo serva a comprendere quanto è accaduto in anni terribili.

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M

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La grande cesura : la memoria della guerra e della Resistenza nella vita europea del dopoguerra / a cura di Giovanni Miccoli, Guido Neppi Modona e Paolo Pombeni. - Bologna : Il mulino, 2001.



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P

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Bella ciao : la canzone della libertà / Carlo Pestelli ; prefazione di Moni Ovadia. - Torino : Add, 2016.

Non c'è canzone al mondo capace di scatenare entusiasmi di piazza, cori ed euforia come Bella ciao, ma allo stesso tempo non c'è canzone così capace di suscitare dibattiti e dividere gli animi. Ma dove nasce questa canzone? La storia ha origini incerte: decine di indizi e di suggestioni la riconducono a melodie bretoni, trovatori provenzali, mondine italiane, canzoni popolari di amori traditi, canti di protesta, stornelli per bambini. Tracce di passaggi di questa melodia compaiono in molte zone d'Italia, spuntano nei quartieri degli immigrati a New York per poi ricomparire nei bistrot degli chansonniers francesi e sui palchi dei grandi artisti contemporanei. L'approdo più noto è quello della Resistenza italiana ma la storia non si ferma, perché dagli anni Sessanta Bella ciao diventa il canto universale che oggi conosciamo, arrivando fino alle piazze di Hong Kong, Istanbul, Atene, Parigi e trovando ogni giorno una nuova voce che lo anima. Il libro di Carlo Pestelli ricostruisce il percorso della canzone, racconta i luoghi in cui è passata, in un viaggio fatto di musicisti e combattenti, poeti e sognatori, genti in lotta e piazze che ballano festanti.

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Calendario civile : per una memoria laica, popolare e democratica degli Italiani / a cura di Alessandro Portelli ; saggi di Adachiara Zevi ... [et al.] ; un progetto in collaborazione con il Circolo Gianni Bosio. - Roma : Donzelli, 2017.

Un originalissimo progetto collettivo all'insegna della storia e dell’impegno civile, il libro lancia e articola la proposta di un «Calendario civile», parallelo a quello religioso, scandito da 22 date celebrative di passaggi cruciali della nostra storia democratica e della nostra tradizione repubblicana. Fin dai primi anni del secondo dopoguerra, la questione di una ritualità altra, di un ciclo dell’anno laico, si è posta come fondamento di una comunità civile. È in questo spirito che si sono cominciati a celebrare avvenimenti del nostro Risorgimento come la Breccia di Porta Pia o la proclamazione della Repubblica romana, e si è ripreso a festeggiare ricorrenze come l’8 marzo. Non è stato un processo semplice: certe date, come il 2 giugno, hanno avuto un’origine istituzionale; altre, come il Primo maggio, sono state faticosamente riconquistate; altre ancora, come quelle della strage di piazza Fontana o del G8 di Genova, sono sorte dal basso e fanno parte di una memoria tuttora in formazione.

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W

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Raccontare e inventare : storia, memoria e trasmissione storica delle Resistenza armata in Italia / Cecilia Winterhalter. - Bern : Lang, 2010.

L'oggetto di questo saggio sulla Seconda Guerra Mondiale e sulla Resistenza armata in Italia è il racconto che viene «inventato» per narrare gli eventi passati o la memoria selettiva. Si tratta di uno studio su storia e memoria e sul modo in cui funzionano e sono trasmesse. Basandosi sull'analisi di fonti disparate come le riviste storiche divulgative, le immagini fotografiche e documenti alleati e tedeschi, esso osserva le discrepanze tra i fatti (storia) e la loro narrazione (memoria). Inoltre studia come sono narrati i fatti, come si ricorda e si dimentica, chi è il narratore (testimoni, seconda generazione, collettività) e come ciò influisce sul racconto tramandato. Il testo tenta di capire se c'è una ragione per la forma narrativa scelta e quale potrebbe essere. Prendendo spunto dal funzionamento psicologico della memoria individuale, esso osserva la memoria collettiva e come, nel dopoguerra, l'Italia narrandosi «sceglie» o «inventa» una memoria che le dia una nuova identità.

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