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I deportati di Monza e Brianza
Il seguente elenco è tratto dal volume "Dalla Brianza ai lager del Terzo Reich", di Pietro Arienti, al quale si rimanda per una più approfondita conoscenza delle vicende dei singoli deportati.

AGRATE BRIANZA


Giovanni Magni - Nato il 23 novembre 1905 ad Agrate Brianza, agricoltore. Deportato e deceduto a Buchenwald.

Domenico Rigamonti - Nato il 30 luglio 1901 ad Agrate Brianza. Deportato il 18 febbraio a Mauthausen. Fu inviato al castello di Hartheim dove perse la vita il 22 agosto 1944.

AICURZIO


Tranquillo Casiraghi - Nato il 24 agosto 1901 ad Aicurzio. Operaio aiuto montatore alla Breda sezione II. Deportato a Mauthausen, venne decentrato a Gusen dove morì il 24 aprile 1945 per “sfinimento e denutrizione”.

ALBIATE


Anacleto Colombo - Nato l’8 febbraio 1900 ad Albiate, era operaio manovale alla Falck Vittoria. Deportato a Mauthausen. Trasferito dopo poco tempo a Gusen, vi morì il 13 ottobre 1944.

Amedeo Frattini - Nato il 20 marzo 1901 a Varese. Era domiciliato ad Albiate. Lavorava come operaio meccanico alla Falck Unione Omc. Deportato a Mauthausen, fu trasferito a Gusen. Rientrato nel campo principale di Mauthausen, fu coinvolto nel terribile massacro che ebbe luogo nel lager tra il 21 e il 25 aprile. Il nome di Amedeo Frattini è compreso nella lista nominativa dei 128 detenuti giustiziati il 24 aprile 1945

ARCORE


Ernesto Bestetti - Nato il 6 novembre 1905 a Milano e residente ad Arcore. Gestiva una fiaschetteria attigua alla sua abitazione. Fu arrestato il 6 marzo 1944 vicino a casa sua insieme a tre altri oppositori arcoresi. Deportato a Mauthausen Bestetti giunse il 24 e il giorno stesso venne trasferito a Linz. A metà dell’estate e fu poi inviato a Gusen II. Sopravvissuto.

Francesco Caglio - Nato il 2 agosto 1909 a Lesmo. Residente ad Arcore. Impiegato all’Aeronautica Bestetti. Detenuto nel campo di transito di Fossoli, in attesa della deportazione in Germania, fu fucilato al poligono di tiro di Cibeno il 12 luglio 1944.

Silvio Mandelli - Nato il 28 dicembre 1917 ad Arcore, falegname. Partigiano garibaldino. Deportato a Flossenbürg.

BELLUSCO


Alessandro Fumagalli - Nato il 22 agosto 1901 a Capiate, ora frazione di Olginate in provincia di Lecco. Viveva però a Bellusco, era dipendente della Falck Oman. Deportato a Mauthausen e trasferito a Gusen; fu qui che morì di denutrizione, deperimento e malattia il 30 aprile 1945.

Angelo Parolini - Nato il 31 dicembre 1914 a Limbiate. Residente a Bellusco, oppositore politico. Deportato, rimase internato nel campo di transito di Bolzano fino alla liberazione.

BERNAREGGIO


Agostino Corno - Nato il 23 agosto 1896 a Bernareggio, operaio della Innocenti. Deportato a Mauthausen, fu presto trasferito a Gusen, dove morì il 23 dicembre 1944.

Attilio Galbiati - Nato il 6 giugno 1913 a Bernareggio. Svolgeva il lavoro di manovale. Deportato a Mauthausen, fu trasferito a Gusen, dove resistette fino al 25 ottobre 1944, giorno della sua morte.

Gennaro Motta - Nato il 22 gennaio 1909 a Bernareggio, era muratore alla Falck Vittoria. Gennaro Motta morì il 3 maggio a Mauthausen, proprio due giorni prima dell’arrivo degli americani.

Lauro Vezzani - Nato l’1 aprile 1912 a Correggio, in provincia di Reggio Emilia e residente a Bernareggio. Fu arrestato il 2 agosto 1944 e deportato a Flossenbürg. Morì in questo lager il 29 dicembre 1944.

BESANA BRIANZA


Mario Crippa - Nato il 30 aprile 1913 a Besana Brianza. Falegname. Deportato a Mauthausen. Fu trasferito successivamente nel campo di Ebensee, dove morì il 13 marzo 1945.

Luigi Luraghi - Nato il 27 settembre 1920 a Besana Brianza. Detenuto nel campo di transito di Fossoli, in attesa della deportazione in Germania, fu fucilato al poligono di tiro di Cibeno il 12 luglio 1944.

Angelo Pozzi - Nato il 23 settembre 1920 a Besana Brianza, fornaio. Arrestato a Milano il 3 marzo 1944. Deportato a Mauthausen. Trasferito in seguito a Gusen, riuscì a sopravvivere.

Giovanni Riva - Nato il 2 dicembre 1914 a Besana Brianza dove lavorava come muratore. Internato nel lager di Neuengamme, vicino ad Amburgo. Morì in uno dei campi di lavoro secondari il 21 settembre 1944.

BIASSONO


Antonio Casiraghi - Nato il 13 novembre 1909 a Biassono. Era operaio muratore alla Falck Vittoria. Deportato a Mauthausen, dopo poco tempo fu trasferito a Gusen dove morì il 12 gennaio 1945.

Ambrogio Cassanmagnago - Nato il 24 luglio 1901 a Macherio. Residente a Biassono, di professione esercente di posteria con forno. Arrestato il 5 maggio 1944 con l’accusa di fornire abitualmente generi alimentari ai partigiani. Deportato prima a Flossenbürg e poi a Mauthausen, morì a Gusen il 2 dicembre 1944.

Antonio Colombo - Nato il 20 ottobre 1912 a Biassono. Lavorava come come operaio meccanico alla Falck Unione Omc. Deportato a Mauthausen e trasferito a Gusen. Sopravvissuto.

Ida Crippa - Nata il 16 aprile 1915 a Biassono. Deportata al lavoro forzato a Berlino. Sopravvissuta.

Mario Meregalli - Nato il 9 ottobre 1915 a Biassono. Operaio meccanico. Deportato a Mauthausen e trasferito a Gusen, vi muore il 12 marzo 1945.

Enrico Meregalli - Nato il 13 novembre 1917 a Biassono. Operaio. Deportato a Mauthausen e decentrato a Ebensee spirò il 21 aprile 1945.

Siro Riboldi - Nato a Correzzana il 2 aprile 1923, terzo di sei figli. Residente a Biassono. Deportato in una zona attorno a Mauthausen. Sopravvissuto.

BOVISIO MASCIAGO


Agostino Andermarck - Nato il 28 settembre 1901 a Milano Niguarda. Residente a Bovisio Masciago, impiegato. Faceva parte del Cln di Bovisio Masciago per la componente cattolica. Deportato, rimase internato nel campo di transito di Bolzano e poi in quello satellite di Vipiteno fino alla liberazione.

Amedeo Bettini - Nato il 16 novembre 1909 a S.Lucia di Piave (Treviso), meccanico residente a Bovisio Masciago. Faceva parte delle Brigate Mazzini. Deportato a Flossenbürg, fu trasferito il 21 febbraio 1945 al campo secondario di Zwickau. Morì nella marcia di evacuazione del campo il 21 aprile 1945.

Mario Gerardo Biga - Nato il 30 maggio 1894 a Potenza. Veterinario. Componente del Cln di Bovisio Masciago. Arrestato durante la retata del novembre 1944. Deportato a Mauthausen il 20 maggio dove morì il 24 maggio 1945.

Angelo Bignami - Nato il 3 agosto 1912 a Caselle Landi, attualmente in provincia di Lodi. Era operaio meccanico e risiedeva a Bovisio Masciago. Partigiano della Brigata Mazzini. Destinato alla deportazione a Flossenbürg, fuggì dal convoglio riprendendo dopo qualche tempo l’attività resistenziale.

Oreste Biraghi - Nato il 22 settembre 1902 a Milano. Residente a Bovisio Masciago, dov’era medico condotto. Deportato a Flossenbürg dove morì l’8 marzo 1945.

Umberto Carlini - Nato il 9 aprile 1892 a Mantova. Impiegato, residente a Bovisio Masciago. Componente del Cln di Bovisio Masciago. Deportato a Flossenbürg, sopravvissuto.

Enrico Chilò - Nato il 24 agosto 1919 a Milano. Partigiano. Deportato a Mauthausen e poi al lavoro forzato nei sottocampi di Grein e Gusen. Sopravvissuto.

Francesco Ghianda - Nato il 24 agosto 1909 a Bovisio Masciago. Lavorava alla Breda 2 come operaio aiuto fucinatore. Deportato a Mauthausen, dapprima fu trasferito a Wien Schwechat e poi a Wien Floridsdorf per finire poi nel campo di Hinterbrühl-Mödling. Fu ucciso il 31 marzo 1945 da un colpo di pistola di una SS.

Antonio Moi - Nato il 26 febbraio 1902 ad Aritzu, in provincia di Nuoro. Membro del Cln di Bovisio Masciago, fu arrestato il 5 novembre 1944. Deportato a Mauthausen, vi morì il 24 marzo 1945.

Mario Monguzzi - Nato il 24 ottobre 1924 a Bovisio Masciago. Deportato a Flossenbürg, fu trasferito il 21 febbraio 1945 al campo secondario di Zwickau. Sopravvissuto.

Vincenzo Pappalettera - Nato il 28 novembre 1919 a Milano; residente a Bovisio Masciago. Esercitava la professione di assicuratore. Arrestato il 2 novembre 1944. Componente del Cln di Bovisio Masciago. Deportato a Mauthausen e poi inviato nel kommando di St.Aegyd. Sopravvissuto.

Ferruccio Sala - Nato il 27 marzo 1920 a Muggiò. Residente a Bovisio Masciago. Deportato a Mauthausen. Trasferito a Gusen, vi morì il 19 marzo 1945.

BRUGHERIO


Giulio Agostoni - Nato il 15 ottobre 1905 a Brugherio. Era occupato come manovale alla Falck Unione Omc. Deportato a Mauthausen, morto a Gusen il 22 aprile 1945.

Edoardo Colombo - Nato il 10 febbraio 1913 a Brugherio. Deportato a Flossenbürg e trasferito quasi subito il 30 settembre 1944 nel campo dipendente di Hersbruck dove morì il 10 febbraio 1945.

Albino Pisoni - Nato l’8 ottobre 1913 a Monza, residente a Brugherio. Manovale della Breda I sezione. Arrestato nella sua città il 7 agosto 1944. Deportato a Mauthausen quasi subito fu trasferito a Melk, uno dei campi satelliti principali, dove morì il 15 febbraio 1945.

Paolo Ravanelli - Nato il 17 marzo 1921 a Solbiate (Como). Residente a Brugherio dove esercitava il mestiere di fabbro. Deportato, rimase internato nel campo di transito di Bolzano fino alla liberazione.

Bruno Re - Nato a Pogliano Milanese il 9 maggio 1923, abitava a Brugherio. Operaio tornitore, deportato a Mauthausen. Fu trasferito a Gusen e riuscì a sopravvivere.

Guerrino Scattini - Nato il 31 marzo 1904 a Credaro, in provincia di Bergamo e residente dal 1934 a Brugherio. Lavorava dal 1929 come operaio specializzato manovratore (gruista) alla Falck. Deportato a Mauthausen e quasi subito inviato nel campo secondario di S.Valentin. In seguito fu dislocato anche ad Amstetten. Sopravvissuto.

CAMBIAGO


Alberto Vimercati - Nato il 25 gennaio 1913 a Milano. Residente a Cambiago. Deportato a Mauthausen. Alberto Vimercati spirò a Gusen il 5 maggio 1945.

CARATE BRIANZA


Alfonso Cesana - Nato l’ 1 giugno 1904 a Carate Brianza. Era impiegato presso le Officine meccaniche Formenti e rappresentava il partito comunista nell’ambito del Cln locale. Deportato nel campo di raccolta e transito di Bolzano e poi decentrato in quello di Sarentino, fu liberato alla fine della guerra.

Augusto Cesana - Nato il 2 luglio 1897 a Carate Brianza, direttore della Cassa Rurale locale. Rappresentante cattolico del Cln clandestino. Deportato a Flossenbürg, si spense il 18 marzo 1945.

Ernesto Cesana - Nato il 7 novembre 1926 a Carate Brianza. Partigiano. Deportato a Bolzano e poi inviato a Vipiteno vi rimase fino alla fine della guerra.

Gino Cesana - Nato l’8 marzo 1925 a Carate Brianza, falegname, fratello di Ernesto. Partigiano. Deportato a Bolzano e poi inviato a Vipiteno vi rimase fino alla fine della guerra.

Aldo Consonni - Nato il 5 febbraio 1920 a Carate Brianza. Falegname. Partigiano. Deportato a Bolzano e poi inviato a Sarentino vi rimase fino alla fine della guerra.

Aldo Gatti - Nato l’1 novembre 1924 a Carate Brianza, fornaio. Partigiano garibaldino. Deportato a Bolzano e poi inviato a Sarentino vi rimase fino alla fine della guerra.

CERIANO LAGHETTO


Umberto Guasconi - Nato a Campiglia Marittima, in provincia di Livorno, il 14 agosto 1905. Residente a Ceriano Laghetto, ferroviere. Partigiano. Rimase nel campo di polizia e transito di Bolzano-Gries fino al termine della guerra

CESANO MADERNO


Ambrogio Beretta - Nato l’1 dicembre 1914 a Cesano Maderno. Fu arrestato alla Snia Viscosa e deportato a Mauthausen e quindi inviato nel campo satellite di St.Aegyd am Neuwald. Sopravvissuto.

Luigi Beretta - Nato il 6 gennaio 1909 a Carate Brianza. Residente a Cesano Maderno. Operaio, fratello di Ambrogio, appartenente alla 185° brigata Garibaldi “Pietro Arienti”. Arrivato nel campo di transito Bolzano, ci rimase fino alla fine della guerra.

Giuseppe Brunelli - Nato a Brescia il 15 agosto 1913. Commissario politico della 185° brigata Garibaldi. Arrestato il 2 novembre 1944 Deportato a Mauthausen fu inviato in seguito a Gusen. Liberato il 5 maggio 1945.

Battista Caproni - Nato il 12 luglio 1909 a Cividate al Piano in provincia di Bergamo. Residente a Cesano Maderno dov’era fornaio. Deportato a Flossenbürg, sopravvissuto.

Ettore Diotti - Nato il 22 aprile 1908 a Cesano Maderno. Lavorava come operaio manovale alla Breda sezione V. Deportato a Mauthausen, fu trasferito inizialmente a Gusen, ritornò poi al campo centrale dove morì il 3 aprile 1945.

Giuseppe Marchetti - Nato il 13 giugno 1919 a Villongo (Bg), residente a Cesano Maderno. Operaio aggiustatore alla Breda V. Deportato a Mauthausen. Il 5 luglio venne inviato nel campo secondario di Wels. Rimpatriato il 3 luglio 1945.

Arturo Martinelli - Nato l’1 settembre 1916 a Castelverde, in provincia di Cremona, risiedeva però a Cesano Maderno. Detenuto nel campo di transito di Fossoli, in attesa della deportazione in Germania, fu fucilato al poligono di tiro di Cibeno il 12 luglio 1944.

Achille Peruzzo - Nato il 25 novembre 1905 a Campo S.Martino, in provincia di Padova. Abitava a Cesano Maderno. Operaio della Breda V. Deportato a Mauthausen. In seguito fu dislocato a Wels. Sopravvissuto.

COGLIATE


Mario Follini - Nato il 22 ottobre 1897 a Milano. Residente a Cogliate. Arrestato il 15 luglio 1944 per opposizione politica. Deportato a Flossenbürg e già il 30 settembre inviato nel campo sussidiario di Hersbruck, dove morì il 16 novembre 1944.

CONCOREZZO


Mario Brioschi - Nato il 17 aprile 1903 nella frazione di S.Albino, dove risiedeva, allora facente parte del territorio del comune di Concorezzo. Deportato a Mauthausen, fu decentrato dapprima a Wiener Neustadt e successivamente trasferito a Gusen, dove morì il 31 agosto 1944.

CORNATE D’ADDA


Battista Crippa - Nato il 13 maggio 1903 a Cornate d’Adda; esercitava il mestiere di contadino. Arrestato il 21 febbraio 1944. Deportato a Mauthausen fu trasferito in seguito a Ebensee dove morì tra l’8 e il 18 maggio 1944.

DESIO


Luigi Basilico - Nato il 10 gennaio 1921 a Desio. Partigiano. Arrestato a Desio il 9 febbraio 1944 insieme a Mario Michelini e Giuseppe Tagliabue. Deportato a Mauthausen. Da qui approdò al campo di Wien Schwechat per poi tornare ancora a Mauthausen. Rimpatriato il 7 giugno 1945

Don Mauro Bonzi - Nato il 15 gennaio 1904 a Legnano. Rettore del Collegio Pio XI di Desio. Deportato a Dachau. Sopravvissuto.

Luigi Briani - Nato il 24 gennaio 1900 a Desio. Lavorava come operaio gruista alla Breda sezione IV. Deportato a Mauthausen e poi trasferito a Gusen, morì il 10 ottobre 1944.

Antonio De Luca - Nato il 19 novembre 1919 a Desio, operaio. Partigiano delle Brigate Mazzini. De Luca fu inviato a Bolzano il 16 gennaio 1945 e da qui, il 19 gennaio, subito deportato a Flossenbürg. L’8 marzo fu trasferito a Bergen Belsen, si sa che vi arrivò il giorno 10, poi se ne perdono le tracce.

Mario Michelini - Nato il 6 agosto 1909 a Pieve di Cento in provincia (Bo). Partigiano. Fu deportato a Mauthausen e poi trasferito a Ebensee dove morì di sfinimento il 28 aprile 1945.

Giuseppe Tagliabue - Nato il 30 ottobre 1911 a Desio. Partigiano. Deportato a Mauthausen, dal campo principale venne successivamente inviato a Gusen. Sopravvissuto al lager, rientrò in Italia il 7 giugno 1945.

GIUSSANO


Gaetano Buzzi - Nato il 16 settembre 1914 a Giussano. Operaio della Breda IV, partigiano. Internato nel campo di transito di Bolzano e poi a Sarentino. Liberato a fine guerra.

Natale Elli - Nato il 18 dicembre 1901 a Giussano. Residente alla Cascina Torre dov’era contadino.
Partigiano, deportato a Flossenbürg. Elli il 3 febbraio fu decentrato a Porschdorf. Sopravvisse alla deportazione.

Pietro Elli - Nato l’8 novembre 1900 a Giussano. Lavorava come operaio specializzato aggiustatore presso la Breda V sezione. Deportato a Mauthausen fu poi inviato a Linz, Sopravvissuto.

LAZZATE


Aurelio Monti - Nato il 26 maggio 1925 a Lazzate, il giovane partigiano praticava il mestiere di meccanico. Detenuto nel campo di raccolta e transito di Bolzano fino alla fine della guerra.

Attilio Radice - Nato il 18 novembre 1904 a Lentate sul Seveso. Residente a Lazzate. Partigiano. Internato nel campo di transito di Bolzano. Inviato successivamente al campo di lavoro satellite di Moso in Passiria. Liberato a fine guerra.

LENTATE SUL SEVESO


Carlo Caronni - Nato l’11 maggio 1922 a Lentate sul Seveso. Esercitava il mestiere di muratore. Renitente alla leva, fu deportato a Mauthausen e quindi spostato a Gusen, dove morì il 25 gennaio 1945 per sevizie e maltrattamenti.

LESMO


Attilio Tinelli - Nato il 20 ottobre 1912 a Trezzo d’Adda. Viveva a Lesmo, in frazione Peregallo. Lavorava alla Breda sezione III come operaio manovale. Venne arrestato il 15 marzo nella sua abitazione di Peregallo e deportato a Mauthausen. Trasferito in seguito a Passau e poi a Zschachwitz, un piccolo satellite di Flossenbürg. Successivamente ancora trasferito a Leitmeritz, dove morì il 3 maggio 1945.

LIMBIATE


Melchiorre Barberis - Nato il 2 giugno 1919 a Prato Sesia, in provincia di Novara. Impiegato, a Limbiate. Deportato, rimase internato nel campo di transito di Bolzano e poi in quello satellite di Vipiteno fino alla liberazione.

Giuseppe Elli - Nato il 23 marzo 1926 a Limbiate dove lavorava come autista. Arrestato il 5 novembre 1944, partigiano. Deportato a Mauthausen e poi trasferito a Gusen. Sopravvissuto.

Carlo Mantica - Nato l’11 luglio 1923 a Limbiate. Deportato a Flossenbürg e poi trasferito nel campo secondario di Bayreuth. Sopravvissuto.

Luigi Parisio - Nato il 26 dicembre 1925 a Limbiate, fratello di Romolo con il quale abitava in piazza Diaz 3, anche lui di professione meccanico. Prigioniero a Bolzano fino alla liberazione.

Romolo Parisio - Nato il 21 aprile 1923 a Limbiate; esercitava il mestiere di meccanico per auto. Deportato a Mauthausen. Sopravvissuto.

Cesare Tagliabue - Nato il 29 ottobre 1917 a Limbiate. Partigiano. Internato nel campo di transito di Bolzano e poi a Sarentino. Liberato a fine guerra.

LISSONE


Mario Bettega - Nato il 16 agosto 1918 a Lissone; lavoratore alla Breda di Sesto S.Giovanni. Partigiano. Arrestato il 23 febbraio 1944 e deportato a Mauthausen dove morì il 19 marzo 1945.

Gianfranco De Capitani da Vimercate - Nato il 24 febbraio 1925 a Lissone. Deportato a Mauthausen in quanto renitente alla leva e trasferito ad Ebensee dovemorì per i mille patimenti il 5 dicembre 1944.

Davide Guarenti - Nato il 5 novembre 1907 a Monza. Detenuto nel campo di transito di Fossoli, in attesa della deportazione in Germania, fu fucilato al poligono di tiro di Cibeno il 12 luglio 1944.

Attilio Mazzi - Nato il 27 aprile 1885 a Verona. Aveva da tempo insediato a Lissone uno stabilimento per la tranciatura del legno. Arrestato per opposizione politica e deportato a Mauthausen. Trasferito successivamente a Gusen, vi trovò la morte il 9 aprile 1945.

Francesco Perego - Nato il 23 luglio 1924 a Lissone. Residente in frazione S.Margherita dove esercitava il mestiere di falegname. Partigiano. Prigioniero a Bolzano fino alla liberazione.

MACHERIO


Valentino Rivolta - Nato il 22 febbraio 1913 a Macherio. Operaio alla Hensemberger di Monza dove aveva svolto attività di diffusione della stampa clandestina. Fu arrestato il 1 marzo a Macherio. Deportato subito il 4 marzo a Mauthausen. Trasferito a Wien Schwechat, poi a Wien Floridsdorf, ritornò quindi nel campo centrale per essere poi inviato per breve tempo ad Auschwitz e di nuovo a Mauthausen dove muore il 17 marzo 1945.

MEDA


Agostino Bellani - Nato il 9 novembre 1913 a Missaglia in frazione Contra. Meccanico, residente a Meda. Reduce dal fronte russo. Partigiano. Internato a Bolzano. Trasferito successivamente al campo secondario di Sarentino dal quale fu liberato.

Antonio Busnelli - Nato il 30 ottobre 1911 a Meda, falegname intagliatore. Partigiano, arrestato il 17 marzo 1944. Deportato a Mauthausen, morì nel campo satellite di Gusen il 16 gennaio 1945.

Pierino Colombo - Nato il 10 marzo 1925 a Cantù. Meccanico, residente a Meda. Internato a Bolzano e inviato al lavoro forzato alla galleria del Virgolo. Sopravvissuto.

Francesco Gioia - Nato il 4 aprile 1921 a Meda. Falegname, partigiano. Internato a Bolzano fino alla liberazione.

Rinaldo Giorgetti - Nato il 27 gennaio 1915 a Meda, falegname. Partigiano, arrestato il 17 marzo 1944. Deportato a Mauthausen, morì a Gusen il 18 aprile 1945.

Vincenzo Meroni - Nato il 28 marzo 1911 a Cabiate (Como), residente a Meda, falegname. Partigiano, arrestato il 17 marzo 1944. Deportato a Mauthausen, morì a Gusen il 14 gennaio 1945.

Angelo Piazza - Nato il 23 marzo 1921 a Tregasio, frazione di Triuggio. Vetraio, residente a Meda. Internato a Bolzano fino alla liberazione.

MISINTO


Franco Laratta - Nato il 2 gennaio 1926 a Carolei (Cosenza). Residente a Misinto. Studente. Oppositore politico. Deportato a Flossenbürg, venne trasferito nel campo di Zwickau il 21 febbraio 1945. Il giovane perì il 18 aprile 1945 nella marcia della morte da Zwickau a Flossenbürg.

MONZA


Enrico Agostoni - Nato a Cinisello Balsamo il 5 ottobre 1913. Residente a Monza, meccanico di professione. Arrestato per motivi politici il 21 ottobre 1943. Internato nel campo di raccolta e transito di Fossoli il 27 aprile. Il 21 giugno fu inserito nel trasporto per Mauthausen dove fu assegnato come operaio alla Eisenwerke Oberdonau di Linz, in Austria, una delle più grandi acciaierie del Reich. Sopravvissuto.

Antonio Arosio - Nato il 29 settembre 1910 a Monza. Meccanico. L’1 luglio era già in Germania a lavorare alla Bayer BKK IG Farben di Leverkusen dove rimase fino al 12 ottobre 1944. Il 20 ottobre giunse a Flossenbürg Il 22 novembre venne consegnato al campo di Leitmeritz dove morì il 18 gennaio 1945.

Enrico Arosio - Nato il 13 novembre 1904 a Monza, aveva un’attività in proprio nel settore commerciale. Detenuto nel campo di transito di Fossoli, in attesa della deportazione in Germania, fu fucilato al poligono di tiro di Cibeno il 12 luglio 1944.

Ambrogio Avvoi - Nato il 12 aprile 1894 a Lissone. Residente a Monza, di professione falegname ebanista. Morì a Flossenbürg l’8 marzo 1945.

Angelo Beretta - Nato il 7 ottobre 1923 a Monza, lavorava come tornitore alla Falck Unione Oman.
Deportato a Mauthausen, fu inviato a Gusen e poi destinato a Wien Schwechat. L’ultimo trasferimento fu verso Wien-Hinterbrühl; il 31 marzo 1945 fu ucciso dalle SS con un’iniezione di benzina al cuore.

Rosa Beretta - Nata il 17 aprile 1924 a Monza. Lavorava come operaia ribattitrice alla V sezione della Breda. Deportata a Mauthausen, dopo essere transitata per il carcere centrale di Vienna, giunse il 2 maggio 1944 ad Auschwitz Birkenau e sottoposta al lavoro forzato alla IG Farben. Il 30 agosto era però a Ravensbrück, infine, il 16 novembre fu inviata a Buchenwald; qui fu decentrata nel campo secondario di Taucha, in Sassonia.. Sopravvissuta.

Luigi Bersan - Nato il 16 marzo 1914 a Ronco all’Adige, in provincia di Verona e residente a Monza. Celibe. Operaio aggiustatore della Breda sezione V. Partigiano. Deportato a Mauthausen, trasferito a Gusen e poi ritornato nel campo principale dove morì per deperimento il 20 marzo 1945.

Osvaldo Bianchi - Nato il 31 agosto 1921 a Spino d’Adda (Cremona). Residente a Monza. Operaio delle Fonderie Pacchetti Monza. Internato nel campo di transito di Bolzano Inviato successivamente al campo di lavoro satellite di Moso in Passiria. Liberato a fine guerra.

Giovanni Bonacina - nato il 27 settembre 1885 a Monza. Deportato a Flossenbürg. Morto a Flossenbürg il 9 gennaio 1945.

Domenico Bonfanti - Secondo alcune fonti nacque il 28 luglio 1900, per altre il 31 luglio 1900 a Pessano con Bornago. Risiedeva a Monza. Lavorava alla V sezione della Breda dov’era aggiustatore e svolgeva attività di propaganda antifascista. Arrestato il 30 giugno 1944. Deportato a Dachau fu trasferito nel kommando dipendente di Überlingen dove morì il 18 febbraio 1945.

Enrico Bracesco - Nato il 10 aprile 1910 a Monza. Operaio alla Breda V. Partigiano. Arrestato a metà marzo del 1944. Deportato a Mauthausen e poi trasferito a Hartheim dove morì l’8 dicembre 1944.

Flaminio Buzzi - Nato il 16 agosto 1924 a Monza. Operaio meccanico delle “Officine meccaniche Ratti” di Monza, una fabbrica di utensili per la lavorazione del legno. Fu arrestato in casa propria il 6 ottobre 1943. Deportato a Mauthausen e poi nel campo dipendente di Wien Schwechat. Morì a Mauthausen il 20 marzo 1945.

Ernesto Caglio - Nato il 12 febbraio 1889 a Spino d’Adda, in provincia di Cremona. Viveva a Monza. Lavorava alla Breda sezione I come meccanico. Deportato a Mauthausen, fu poco dopo trasferito a Gusen; da qui in data non nota a Wien Schwechat e poi a Wien Floridsdorf. Morì a Hartheim il 30 settembre 1944.

Almo Campana - Nato il 15 maggio 1909 a Bondeno, in provincia di Ferrara. Residente a Monza, lavorava come meccanico alla Singer di Monza, faceva parte dell’opposizione politica interna all’azienda. Deportato a Mauthausen e poi a Steyr. Sopravvissuto.

Primo Campana - Nato l’1 gennaio 1882 a Bondeno, in provincia di Ferrara. Residente a Monza. Era pensionato con una lunga attività di fornaio. Antifascista. Deportato, il 9 aprile1945, morì nel sanitatslager di Mauthausen

Livio Capra - Nato l’1 luglio 1913 a Monza, lavorava come aggiustatore meccanico alla IV sezione della Breda. Fu arrestato a Monza il 23 ottobre 1943 e destinato alla deportazione nel lager di Mauthausen. Fu distaccato il 15 aprile a Gusen, dove morì alle 7 del 9 aprile 1945.

Libero Casarini - Nato l’8 marzo 1912 a Colico. Residente a Monza dove svolgeva l’attività di decoratore. Deportato a Mauthausen, Fu inoltrato poco dopo al campo di Ebensee dove morì il 28 gennaio 1945.

Giuseppe Casati - Nato il 13 luglio 1912 a Monza. Svolgeva l’attività di aggiustatore presso la sezione V della Breda. Deportato a Mauthausen fu trasferito dapprima a Gusen per poi tornare al campo centrale il 14 aprile 1944; di nuovo inviato in un kommando dipendente a Linz III e poi di nuovo a Mauthausen e a Steyr Münicholz, dove morì il 25 gennaio 1945.

Achille Castoldi - Nato il 28 maggio 1914 a Monza. Era occupato come operaio tranciatore alla Breda sezione V. Deportato a Mauthausen e poi trasferito a Gusen il 24 marzo, dove morì il 22 aprile 1945.

Mario Certa - Nato il 23 febbraio 1889 a Verona. Residente a Monza; operaio della Falck. Deportato a Mauthausen, fu trasferito a Gusen. Morì il 29 dicembre 1944 al castello di Hartheim.

Giuseppe Colombo - Nato il 9 ottobre 1895 a Samarate, in provincia di Varese; residente a Monza dove lavorava come meccanico alla CGE. Arrestato il 22 febbraio 1944 per attività antifascista e deportato a Mauthausen. Trasferito il 13 agosto a Gusen, il 22 aprile 1945 fu gasato di notte nella baracca 24 insieme a quasi ottocento altri deportati di svariate nazionalità.

Umberto Diegoli - Nato a Monza il 23 maggio 1926. Operaio ribattitore presso la Breda V. Partigiano. Deportato a Mauthausen e poi decentrato a Wels e Linz. Sopravvissuto.

Antonio Duca - Nato il 23 febbraio 1914 a Bariano, provincia di Bergamo. Risiedeva a Monza e lavorava come tornitore alla Falck Unione. Deportato a Mauthausen e poi spostato a Gusen. Sopravvissuto.

Luigi Fazzi - Nato il 25 dicembre 1907 a Casalmaggiore in provincia di Cremona. Abitava a Monza, dove esercitava la professione di impiegato. Fu arrestato a Monza, incarcerato a Milano e deportato a Bolzano il 14 febbraio 1945. In seguito fu aggregato al gruppo di prigionieri decentrati a Vipiteno, luogo dove fu liberato al termine della guerra.

Italo Fedeli - Nato l’1 novembre 1915 a Monza, lavorava come operaio meccanico alla Caproni, l’industria aeronautica con sede nella storica fabbrica di Taliedo, quartiere di Milano. Deportato a Mauthausen, venne anche lui trasferito a Gusen e poi a Wien Schwechat, dove morì il 26 giugno 1944.

Luigi Ferrari - Nato il 15 maggio 1906 a Seriate, in provincia di Bergamo. Risiedeva nella frazione di S.Fruttuoso di Monza. Era operaio alla Falck Vittoria di Sesto S.Giovanni. Deportato a Mauthausen fu trasferito a Gusen dove morì a Gusen II il 12 marzo 1945.

Franco Fossati - Nato il 4 marzo 1926 a Monza. Operaio della Falck Unione. Partigiano. Internato nel campo di transito di Bolzano fino alla liberazione.

Giulio Frangini - Nato il 20 maggio 1896 a Monza. Manovale specializzato tornitore alla Breda sezione V. Deportato a Mauthausen e poi spostato a Gusen; fu nel grande campo satellite che anche lui morì il 24 febbraio 1945.

Angelo Fumagalli - Era nato il 4 settembre 1905 a Monza. Partigiano. L’arresto avvenne all’interno della Breda V il 14 febbraio 1944. Deportato a Mauthausen e poi inviato a Wels. Sopravvissuto.

Ettore Galimberti - Nato l’1 giugno 1913 a Monza. Operaio specializzato gruista presso la Falck Vittoria. Deportato a Mauthausen fu trasferito a Gusen. Sopravvissuto.

Antonio Gambacorti Passerini - Nato il 14 giugno 1903 a Monza, era dottore commercialista e gestiva come titolare un negozio di cartoleria. Detenuto nel campo di transito di Fossoli, in attesa della deportazione in Germania, fu fucilato al poligono di tiro di Cibeno il 12 luglio 1944.

Federico Gaviraghi - Nato l’1 gennaio 1903 a Monza, artigiano conciatore. Deportato a Dachau, poco dopo fu trasferito nel campo dipendente di Ueberlingen, dove morì per la denutrizione e soprattutto per le sevizie già il 26 novembre 1944.

Giuseppe Ghedini - Nato il 13 gennaio 1909 a Zola Predosa, in provincia di Bologna. Abitava a Monza, lavorava come operaio specializzato aggiustatore alla Breda sezione I. Deportato a Mauthausen, quindi inviato al castello di Hartheim, dove morì il 22 agosto 1944.

Romolo Grilli - Nato l’11 marzo 1914 a Monza dove risiedeva e lavorava come autotrasportatore in proprio. Partigiano. Fu arrestato a Monza il 28 febbraio 1944. Grilli fu inserito nel trasporto del 5 agosto partito da Bolzano e destinato a Mauthausen. Durante il percorso il partigiano monzese riuscì a fuggire.

Isidoro Maino - Nato l’8 luglio 1905 a Monza. Lavorava alla Falck Unione Oman come operaio meccanico tornitore. Deportato a Mauthausen fu trasferito a Gusen, dove morì il 12 aprile 1945.

Agostino Mantica - Nato l’1 gennaio 1913 a Monza, operaio della Innocenti. Deportato a Mauthausen fu trasferito in data non nota a Gusen per ritornare il 28 aprile 1944 al campo principale di Mauthausen. Fu destinato in seguito al campo satellite di Linz III dove morì il 2 agosto 1944.

Antonio Marigo - Nato il 21 novembre 1919 a Piove di Sacco, Padova. Risiedeva da molto tempo a Monza. Era assunto come motorista alla V sezione della Breda. Fu arrestato nel febbraio del 1944 per attività sovversiva. Il 21 giugno fu deportato a Mauthausen, dove riuscì a sopravvivere alle terribili condizioni di vita di questo campo di sterminio.

Pietro Massari - Nato a Monza il 29 settembre 1906. Lavorava come operaio manovale alla Breda sezione II. Deportato a Mauthausen, fu spostato a Gusen, per ritorrnare poco dopo al campo centrale ed infine essere trasferito a Ebensee. Morì il 15 dicembre 1944.

Enrico Mentasti - Nato il 22 luglio 1915 a Monza, era lavoratore meccanico alla Singer. Operaio e partigiano. Arrestato nell’autunno del 1944 e deportato a Mauthausen. Morì in luogo non conosciuto il 25 gennaio 1945.

Ernesto Messa - Nato il 28 agosto 1894 a Monza dove risiedeva. Operaio. Detenuto nel campo di transito di Fossoli, in attesa della deportazione in Germania, fu fucilato al poligono di tiro di Cibeno il 12 luglio 1944.

Vincenzo Moino - Nato il 26 maggio 1899 in quella che all’epoca era la cittadina di Melma in provincia di Treviso e che dal 1935 si chiamò Silea. Residente a Monza. Lavorava come muratore alla Breda IV sezione dove esercitava attività antifascista. Arrestato il 28 febbraio 1944 sul posto di lavoro.
Deportato a Mauthausen l’11 marzo, Vincenzo Moino morì a Gusen il 31 maggio 1944.

Giorgio Montesini - Nato il 12 marzo 1910 a Lucerna, Svizzera. Risiedeva a Monza. Deportato a Mauthausen. Sopravvissuto.

Luigi Montrasio - Nato il 23 marzo 1909 a Monza; lavorava come falegname modellista alla Caproni aeronautica. Deportato a Mauthausen, fu inviato a Gusen, dove morì il 19 maggio 1944.

Giancarlo Moretti - Nato il 4 febbraio 1926 a Monza. Lavorava come operaio aggiustatore alla Falck Concordia Bulloneria. Deportato a Mauthausen, fu inviato a Gusen. Sopravvissuto.

Antonio Paleari - Nato l’11 marzo 1924 a Monza. Apprendista operaio alla Breda V. Partigiano. Deportato a Mauthausen e poi inviato nei campi di Wels e Linz. Sopravvissuto.

Aldo Pessina - Nato il 24 settembre 1923 a Monza. Falegname. Partigiano. Internato nel campo di transito di Bolzano fino alla liberazione.

Angelo Pezzan - Nato a Lendinara in provincia di Rovigo il 28 luglio 1911. Residente a Monza, lavorava come operaio specializzato alla Falck Unione. Deportato a Mauthausen e poi inviato a Gusen, dove rimase fino alla morte, avvenuta il 9 aprile 1945 per consunzione fisica.

Santina Pezzotta - Nata il 17 gennaio 1928 a Brugherio. Residente al quartiere S.Fruttuoso di Monza. Operaia specializzata avvolgitrice alla Magneti Marelli. Deportata a Theresienstadt, dov’era giunta il 27 maggio 1944. Fu infine trasferita a Ravensbrück dove venne liberata dall’Armata Rossa il 30 aprile 1945.

Giovanni Poli - Nato il 31 dicembre 1903 a Civo, in provincia di Sondrio. Residente a Monza, era operaio alla Falck Unione. Deportato a Mauthausen e poi inviato a Gusen, vi morì il 16 giugno 1944.

Pierino Porta - Nato l’8 maggio 1906 a Monza. Lavorava come aggiustatore motorista alla Falck Unione. Arrestato il 21 aprile 1944 dalla milizia fascista. Deportato a Reichenau. Sopravvissuto.

Angelo Preda - Nato il 12 ottobre 1917 a Verano Brianza. Residente a Monza. Inizialmente fu imprigionato nel carcere militare di Peschiera del Garda e tra la fine di agosto e l’inizio di settembre del ’44 fu trasferito a Bolzano. Il 12 settembre insieme ad altri 24 militari italiani inviati in missione dal servizio informazioni dell’Italia libera, fu prelevato e fatto salire su un autocarro che portò tutto il gruppo nelle stalle della caserma Mignone. Qui tutti e 25 furono uccisi con un colpo alla nuca

Carlo Prina - Nato il 28 giugno 1897 a Monza. Lavorava come impiegato presso lo stabilimento Motta. Detenuto nel campo di transito di Fossoli, in attesa della deportazione in Germania, fu fucilato al poligono di tiro di Cibeno il 12 luglio 1944.

Giuseppe Radaelli - Nato il 5 marzo 1905 a Monza. Era occupato come operaio manovale gruista alla Breda IV sezione. Deportato a Mauthausen e poi inviato a Gusen, vi morì il 28 dicembre 1944.

Virginio Radaelli - Nato ad Arcore il 5 ottobre 1905. Residente a Monza dal 1936. Svolgeva l’attività di meccanico. Fu arrestato a Monza il 27 febbraio 1944 e deportato a Mauthausen. Mandato a lavorare a Gusen, perì il 22 aprile 1945 nel grande massacro perpetrato quel giorno nelle camere a gas del campo.

Matteoldani Rizzardi - Nato l’8 luglio 1924 a Monza. Lavorava come operaio tranciatore alla Breda V.
Partigiano. Deportato a Mauthausen. In data sconosciuta fu trasferito a Gusen dove morì il 13 febbraio 1945.

Alessandro Rovelli - Nato il 13 marzo 1902 a Monza, lavorava come tornitore alla Falck Unione Oman. Deportato a Mauthausen fu molto presto inviato a Gusen; vi morì il 23 gennaio 1945.

Augusto Sala - Nato il 20 settembre 1906 a Monza. Il suo lavoro era di saldatore autogeno alla Falck Vittoria. Deportato a Mauthausen, fu decentrato a Zschachwitz, nell’indotto di Flossenbürg, dove fu nuovamente immatricolato. Risulterebbe deceduto il 27 aprile 1945 in luogo non noto fra Zschachwitz e Flossenbürg,

Giacomo Sala - Nato il 16 aprile 1895 ad Agrate Brianza alla cascina Trivulzina nella frazione di Omate. Residente a Monza. Lavorava come operaio specializzato rifilatore alla Breda sezione I. Deportato a Mauthausen in seguito trasferito a Gusen. Morì proprio a Gusen l’1 febbraio 1945.

Carlo Samiolo - Nato il 7 marzo 1895 a Guarda Veneta, in provincia di Rovigo. Viveva a Monza. Capo dell’ufficio del personale della sezione V della Breda. Deportato a Mauthausen e in seguito trasferito a Gusen dove morì il 22 aprile 1945.

Giuseppe Santamaria - Nato il 27 agosto 1891 a Monza. Operaio aggiustatore alla Breda V. Fu arrestato per antifascismo il 14 febbraio 1944 a Sesto S.Giovanni. Deportato l’8 marzo a Mauthausen e spostato a Gusen il 24 marzo. Morto il 3 marzo 1945.

Mario Scuratti - Nato il 9 febbraio 1926 a Muggiò. Residente a Monza. Lavorava alla Sapsa Pirelli di Sesto S.Giovanni come operaio meccanico. Partigiano. Internato nel campo di transito di Bolzano e poi a Sarentino. Liberato a fine guerra.

Giuseppe Serughetti - Nato il 1 ottobre 1921 a Grumello al Monte (Bergamo) e residente a Monza. Operaio meccanico alla Pirelli. Partigiano. Internato nel campo di transito di Bolzano e poi a Sarentino. Liberato a fine guerra.

Angelo Signorelli - Nato il 17 agosto 1926 a Grumello al Monte in provincia di Bergamo. Residente a Monza. Svolgeva l’attività di operaio modellista per fusioni alla Falck Unione Famo. Deportato a Mauthausen e poi trasferito a Gusen. Sopravvissuto.

Giuseppe Signorelli - Nato il 26 gennaio 1925 a Grumello al Monte, provincia di Bergamo. Risiedeva a Monza. Lavorava come operaio meccanico tornitore alla Falck Concordia Bulloneria. Deportato a Mauthausen e poi trasferito a Gusen ebbe successivamente altri cinque spostamenti. Il primo lo condusse a Wien Schwechat, fu poi inviato al lavoro nelle grotte di Mödling, poi a Steyr e poi di nuovo a Mauthausen. Sopravvissuto.

Aurelio Sioli - Nato il 28 luglio 1926 a Monza. Arrestato a Monza il 7 ottobre 1943. Deportato a Mauthausen e da qui a Gusen. Sopravvissuto.

Luigi Sirtori - Nato l’8 ottobre 1911 a Monza, lavorava come fabbro alla Breda sezione II. Deportato a Mauthausen, fu inviato a Linz 3 per poi tornare a Mauthausen e finire quindi a Ebensee, dove il 19 febbraio 1945 trovò la morte per “esaurimento fisico”.

Giovanni Sperandio - Nato Il 3 marzo 1920 a Monza. Svolgeva il lavoro di fattorino alla Falck Unione Oman. Deportato a Mauthausen. Dopo la prima dislocazione a Gusen, rientrò a Mauthausen il 26 aprile 1944 per poi essere destinato a Ebensee il 24 luglio. Sopravvissuto.

Alvaro Terzi - Nato il 15 luglio 1927 a Monza. Lavorava alla Breda I sezione come calderaio battimazza. Il 30 gennaio, venne sorpreso in casa di notte e portato immediatamente a S.Vittore con l’accusa di attività antifascista. Deportato a Mauthausen fu in seguito avviato a Gusen. Sopravvissuto.

Ambrogio Tremolada - Nato il 2 febbraio 1907 a Pessano con Bornago. Abitava a Monza e lavorava come operaio gruista alla Falck Unione Acci. Deportato a Mauthausen, fu trasferito a Gusen. Morì a Gusen II il 22 febbraio 1945.

Giovanna Valtolina - Nata il 18 marzo 1902 a Merate, nella frazione di Novate Brianza e residente a Monza; operaia meccanica alla Breda V. Deportata a Mauthausen. Da qui a Vienna e ad Auschwitz. Poi nuovo trasferimento a Ravensbrück ed infine fu mandata a Chemnitz. Giovanna Valtolina sopravvisse alla deportazione.

Glauco Vilasco - Nato il 2 novembre 1925 a Monza. Svolgeva l’attività di operaio meccanico presso la Falck Unione Forgia. Deportato a Mauthausen fu in seguito avviato a Gusen. Altro trasferimento a Wien Schwechat e poi a Wien Floridsdorf da dove rientrò a Mauthausen. Vilasco perì il 24 aprile 1945 nel campo principale.

Giuseppe Vismara - Nato il 22 gennaio 1909 a Triuggio. Residente a Monza. Operaio alla Hensenberger di Monza. Deportato a Mauthausen fu trasferito prima a Wien Schwechat, poi nell’altro campo secondario di Wien Floridsdorf e quindi di nuovo ricondotto a Mauthausen dove morì il 30 ottobre 1944.

Angelo Zampieri - Nato il 26 giugno 1908 a Guarda Veneta, in provincia di Rovigo. Lavorava come operaio capo squadra nella sezione staccata della Taccona di Muggiò della Breda sezione V. Deportato a Mauthausen e poi a Gusen. In seguito venne inviato a Wien Floridsdorf per ritornare a Mauthausen, dove morì l’1 novembre 1944

MUGGIO’


Luigi Mercandelli - Nato il 21 luglio 1912 a Rudiano (Brescia), residente a Muggiò. Lavorava alla Gerli di Cusano Milanino dove era particolarmente attivo nella propaganda antifascista. Fu arrestato il 2 aprile 1944 direttamente a casa, deportato a Mauthausen e poi trasferito a Gusen. Sopravvissuto.

Giuseppe Molteni - Nato il 18 settembre 1907 a Cinisello Balsamo. Residente a Muggiò. Operaio tornitore della Ercole Marelli. Deportato a Mauthausen, fu trasferito a Gusen. Morì di stenti in questo sottocampo il 26 aprile 1945.

Primo Nespola - Nato il 10 febbraio 1927 a Muggiò. Lavorava come apprendista. Deportato a Mauthausen e trasferito a Ebensee, dove morì il 23 aprile 1945.

Michele Robecchi - Nato a Scanzorosciate (Bg) il 29 settembre1904. Lavorava alla Breda V sezione aeronautica, come elettricista. Partigiano. Arrestato l’8 settembre 1944. Deportato a Dachau, verrà quasi immediatamente trasferito al lager satellite di Überlingen, dove muore il 30 dicembre 1944.

Paolo Sironi - Nato l’11 ottobre 1895 a Muggiò, era operaio meccanico alla Falck Unione Oman. Dal campo di sterminio di Mauthausen fu trasferito a Linz. Sopravvisse alla deportazione e rimpatriò il 21 giugno 1945.

Romolo Tamagni - Nato il 16 ottobre 1908 a Monza. Residente a Muggiò. Era operaio specializzato nichelatore alla Meccanica Garelli di Sesto S.Giovanni. Deportato a Mauthausen. Trasferito a Ebensee, fu poi trasportato al castello di Hartheim per essere ucciso il 16 settembre 1944.

Angelo Tesser - Nato il 9 novembre 1901 a Montebelluna, in provincia di Treviso ma residente a Muggiò, in frazione Taccona. Era operaio meccanico alla Falck Unione Oman. Deportato a Mauthausen, venne inviato a Linz. Sopravvissuto.

NOVA MILANESE


Bacio Capuzzo - Nato l’1 febbraio 1926 ad Anguillara Veneta (Padova). Partigiano. Arrestato nel novembre del 1944. A metà gennaio del 1945 fu internato nel campo di transito di Bolzano. Incluso nel trasporto di deportazione per Flossenbürg del 19 di quel mese, fuggì durante il tragitto. Rientrato avventurosamente a Nova Milanese, si aggregò successivamente alle formazioni partigiane della Valsesia.

Carlo Crippa - Nato il 19 febbraio 1923 a Nova Milanese; era falegname. Crippa fu deportato in quanto renitente alla leva A Mauthausen, Fu in seguito trasferito a Gusen. Sopravvissuto.

Giovanni Frigerio - Nato il 27 marzo 1920 a Nova Milanese. Arrestato nel novembre 1944, fu deportato a Flossenbürg. In seguito fu assegnato al sottocampo di Porschdorf. Sopravvissuto.

Mario Mauri - Nato il 6 maggio 1926 a Nova Milanese. Residente a Muggiò. Meccanico apprendista alla Breda II sezione. Arrestato per attività antifascista il 9 dicembre 1944. Indirizzato a Mauthausen fu inviato in seguito a Gusen, dove non sopravvisse che meno di due mesi. Mario Mauri morì infatti il mattino del 9 aprile 1945.

Amedeo Scuratti - Nato il 19 settembre 1899 a Nova Milanese. Operaio alla Pirelli Bicocca di Sesto S.Giovanni. Deportato a Mauthausen. Girò per lunghi mesi per diversi sottocampi come Grossraming, , Schlier, chiamato anche Redl Zipf, prima di giungere a Gusen. Fu in questo campo che Amedeo Scuratti morì il 19 febbraio 1945.

Mario Sironi - Nato il 3 luglio 1925 a Nova Milanese. Operaio meccanico della ditta Peretti di Nova Milanese. Fu catturato in casa, di notte, dalle brigate nere. Deportato con loro a Flossenbürg fu in seguito decentrato nel lager dipendente di Zwickau dove spirò a il 7 marzo 1945.

Mario Vanzati - Nato il 27 agosto 1911 a Nova Milanese. Partigiano. Deportato a Mauthausen. Fu immediatamente spostato nel campo sussidario di Ebensee dove morì per gli stenti già il 15 maggio 1944.

ORNAGO


Luigi Besana - Nato l’8 novembre 1910 a Ornago. Deportato a Mauthausen. Trasferito a Gusen, vi morì dopo la liberazione del campo per le condizioni irrecuperabili a cui era giunto, l’1 giugno 1945.

Giovanni Oggionni - Nato l’8 novembre 1911 a Ornago. Lavorava come manovale alla Falck Vittoria. Deportato a Mauthausen, fu inviato a Wiener Neustadt, un campo dipendente. L’avanzata alleata costrinse però i tedeschi il primo aprile 1945 ad evacuare il lager e a trasferire tutti i deportati nuovamente a Mauthausen. Da qui Giovanni Oggionni fu ancora inviato il 30 aprile a Gusen. Sopravvissuto alla fine del nazismo, rientrò in Italia ma le sue condizioni erano irrimediabilmente compromesse e morì il 14 luglio 1945 all’ospedale di Vimercate, solo quattro giorni dopo il rientro

Cesare Ronco - Nato il 20 settembre 1910 a Ornago. Era operaio specializzato elettricista alla Falck Unione Oman. Deportato a Mauthausen. Dopo un primo trasferimento a Gusen, ritornò a Mauthausen dove morì il 25 aprile 1945.

SEREGNO


Angelo Cesana - Nato il 12 novembre 1923 a Seregno, operaio. Internato nel campo di transito di Bolzano Inviato successivamente al campo di lavoro satellite di Moso in Passiria. Liberato a fine guerra.

Mario Confalonieri - Nato il 10 agosto 1920 a Seregno; falegname. Internato nel campo di transito di Bolzano fino alla liberazione.

Paolo Galimberti - Nato il 16 febbraio 1927 a Seregno, falegname. Internato nel campo di transito di Bolzano e poi a Sarentino. Liberato a fine guerra.

Armando Giovenzana - Nato il 16 febbraio 1924 a Seregno, muratore. Internato nel campo di transito di Bolzano. Liberato a fine guerra.

Carlo Longoni - Nato il 26 gennaio 1914 a Seregno. Meccanico. Partigiano. Internato nel campo di transito di Bolzano e poi a Sarentino. Liberato a fine guerra.

Olivo Lino Mascheroni - Nato il 14 ottobre 1927 a Seregno, muratore. Internato nel campo di transito di Bolzano. Liberato a fine guerra.

Aldo Meregalli - Nato il 15 febbraio 1920 a Seregno, falegname. Internato nel campo di transito di Bolzano. Inviato successivamente al campo di lavoro satellite di Moso in Passiria. Liberato a fine guerra.

Enrico Meregalli - Nato il 3 aprile 1926 a Seregno. Bracciante. Internato nel campo di transito di Bolzano e poi a Sarentino. Liberato a fine guerra.

Virginio Molteni - Nato il 4 ottobre 1926 a Seregno, falegname. Internato nel campo di transito di Bolzano e poi a Sarentino. Liberato a fine guerra.

Aldo Parravicini - Nato il 2 giugno 1927 a Seregno. Meccanico. Internato nel campo di transito di Bolzano fino alla liberazione.

Giovanni Re Nato - a Milano il 25 novembre 1891. Residente a Seregno. Maestro di musica, era inoltre un veterano della prima guerra mondiale e confinato politico. Arrestato il 15 giugno 1944. Destinato alla deportazione e giunto a Flossenbürg, vi rimase fino al suo dislocamento al campo subalterno di Leitmeritz, dove morì il 3 febbraio 1945.

Luigi Pelucchi - Nato il 14 maggio 1926 a Viganò, attualmente in provincia di Lecco. Residente a Seregno. Internato a Bolzano, Pelucchi fu inviato al lavoro nella galleria del Virgolo. Liberato a fine guerra.

Felice Vimercati - Nato l’1 gennaio 1925 a Casatenovo. Vetraio, residente a Seregno. Internato nel campo di transito di Bolzano fino alla liberazione.

SEVESO


Aldo Allievi - Nato il 4 aprile 1918 a Seveso. Partigiano. Il 19 gennaio 1945 fu deportato a Flossenbürg. Il 3 febbraio 1945 venne trasferito a Porschdorf. Aldo Allievi sopravvisse al campo di sterminio.

Ugo Marotto - Nato il 24 febbraio 1919 a Milano. Residente a Seveso. Deportato a Flossenbürg, sopravvissuto.

Luciana Motta - Nata il 24 ottobre 1923 a Seveso. Impiegata. Deportata al lavoro forzato nel settore chimico in Germania.

SOVICO


Vincenzo Canzi - Nato il 29 aprile 1920 a Sovico, meccanico. Antifascista. Deportato a Mauthausen e trasferito a Gusen, dove trovò la morte il 14 febbraio 1945.

SULBIATE


Angelo Mattavelli - Nato il 17 gennaio 1925 a Sulbiate. Lavorava come apprendista aggiustatore alla sezione I della Breda di Sesto S.Giovanni da soli tre giorni quando venne arrestato. Deportato a Mauthausen e poi inviato a Gusen dove si spense il 21 aprile 1945.

TRIUGGIO


Carlo Vismara - Nato a Triuggio il 30 dicembre 1912, lavorava come operaio. Fu deportato nel campo di concentramento di Neuengamme, venne in seguito dislocato nel campo dipendente di Drütte, dove morì il 20 aprile 1944.

VAREDO


Cesare Barna - Nato il 2 maggio 1925 a Varedo, lucidatore di mobili. Deportato e deceduto in data incerta a Mauthausen.

Aldo Bergna - Nato il 22 gennaio 1926 a Varedo. Meccanico. Deportato a Mauthausen. Fu trasferito a Gusen dove morì l’11 aprile 1945.

Franco Crippa - Nato il 28 ottobre 1927 a Varedo. Falegname. Deportato a Mauthausen. Fu trasferito a Gusen dove morì il 23 aprile 1945

Bruno Galimberti - Nato il 13 marzo 1924 a Varedo, partigiano della 23°Brigata Mazzini. Internato a Bolzano e poi fuggito dal treno di deportazione.

Antonino Giusa - Nato il 18 giugno 1911 a Randazzo (Catania), impiegato contabile alla Snia di Varedo. Appartenente al locale distaccamento della 23° Brigata Mazzini. Deportato a Mauthausen e in seguito decentrato nel campo satellite di Melk e poi ad Ebensee. Sopravvissuto.

Luciano Gorla - Nato il 13 ottobre 1925 a Varedo. Lucidatore di mobili. Deportato a Mauthausen e poi a Gusen. Sopravvissuto.

Pietro Leoni - Nato il 7 novembre 1915 a Varedo. Laureato in chimica. Faceva parte, come apolitico, del Cln di Varedo. Deportato nel campo di transito di Bolzano, vi rimase fino alla liberazione.

Antonio Manunta - Nato il 2 marzo 1910 a Sassari. Residente a Varedo. Impiegato ragioniere. Internato nel campo di transito di Bolzano fino alla liberazione.

Giovanni Orsenigo - Nato il 12 luglio 1920 a Varedo, falegname. Deportato nel campo di transito di Bolzano, vi rimase fino alla liberazione.

Natale Silva - Nato il 21 febbraio 1924 a Varedo; partigiano delle Brigate Mazzini. Deportato a Mauthausen. Trasferito a Gusen, vi morì il 22 marzo 1945.

Luigi Triulzi - Nato il 5 marzo 1921 a Varedo. Operaio meccanico, partigiano repubblicano della 23°Brigata Mazzini. Rinchiuso a S.Vittore, dove rimase almeno fino al 2 giugno 1944. Deportato a Buchenwald, vi morì l’11 marzo 1945.

VERANO BRIANZA


Fortunato Mandelli - Nato il 19 giugno 1923 a Verano Brianza. Muratore. Deportato a Flossenbürg. Fu quindi trasferito il 5 febbraio nel campo secondario di Saal am der Donau. Sopravvissuto.

VILLASANTA


Mario Bidoglia - Nato a Monza il 7 settembre 1908. La sua residenza era presso la Cascina Riboldi al numero 5 di Villasanta. Era operaio manovale alla sezione III della Breda. Deportato a Mauthausen, fu trasferito a Gusen. Morì il 6 febbraio 1945 sempre a Gusen.

Alessandro Varisco - Nato il 12 giugno 1910 nella frazione di S.Fiorano di Villasanta. Era dipendente come operaio forgiatore della Falck Unione Forgia. Deportato a Mauthausen, subì il trasferimento a Gusen. Dove morì 28 febbraio 1945, secondo altri il 15 marzo 1945.

Da Peschiera a Dachau: la storia del primo convoglio di deportati italiani nei lager del Reich e degli otto brianzoli che ne facevano parte
Di Pietro Arienti
Le vicende relative alla shoah e ai convogli di partigiani e antifascisti diretti a Mauthausen o negli altri luoghi di sterminio, hanno goduto nel dopoguerra di un’ampia letteratura a proposito che gradualmente ha portato gli aspetti principali legati alla deportazione ad un certo livello di conoscenza.
Il dramma di questo evento storico risulta però essere composto anche da tanti episodi minori o poco noti che portarono comunque degli esseri umani ad inammissibili livelli di sofferenza e spesso alla perdita della vita.
E’ il caso del primo convoglio di italiani destinato ad un lager nazista, carico di una categoria di deportati ben specifica. L’8 settembre 1943, il giorno in cui fu dichiarato l’armistizio, nella fortezza adibita a carcere militare di Peschiera del Garda, cittadina a circa trenta chilometri da Verona, erano reclusi quasi duemila soldati dell’esercito italiano.
Questi ultimi erano colpevoli di mancanze disciplinari non gravi, come il ritardo nella presentazione dopo la chiamata alle armi, l’allontanamento senza permesso dal proprio reparto o il rientro in ritardo dopo una licenza.
Una minoranza aveva avuto una condanna per furto o insubordinazione, alcuni erano reclusi per aver esternato una posizione politica contraria a quella del regime e pochissimi avevano imputazioni di eccezionale gravità.
Una buona parte proveniva dalle carceri militari di Gaeta e di Forte Boccea, vicino a Roma, evacuati dopo gli sbarchi alleati.
Già dopo la caduta del fascismo del 25 luglio, i detenuti avevano confidato in un cambiamento della loro condizione e magari nella liberazione, soprattutto in previsione di una probabile occupazione tedesca; nulla di tutto questo avvenne, anzi, la sorveglianza divenne ancora più attenta. Quando l’8 settembre venne diffuso l’annuncio dell’armistizio ma anche la notizia che i tedeschi erano alle porte di Peschiera, all’interno della fortezza scoppiò la rivolta dei detenuti. I tumulti vennero sedati a fatica dalle guardie del carcere ma un problema ben più serio si presentava a prigionieri e secondini: i tedeschi erano alle porte di Peschiera.
I detenuti chiesero le armi per affrontare gli invasori, ma il comandante del carcere li allontanò in malo modo; la situazione divenne confusa e senza che nessuno fosse in grado di dare direttive precise. All’alba del 9 settembre, però, i tedeschi ruppero gli indugi e in breve acquisirono il controllo del territorio e dello storico edificio militare. Intorno alle dieci del mattino ordinarono a tutti i militari carcerati presenti nella fortezza di radunarsi nel cortile. Un ufficiale formulò la proposta di collaborare con l’esercito tedesco, chi avesse acconsentito sarebbe stato subito liberato e arruolato, per chi avesse rifiutato era pronto il trasferimento in Germania ai lavori forzati. Accanto a lui erano riemersi i gerarchi del fascismo locale, svaniti nel nulla nei mesi precedenti. Dai quasi duemila presenti, si alzarono poche decine di mani; i tedeschi, imbestialiti, fra urla e minacce ritentarono l’appello: si alzarono ancora meno mani. Decisero, allora, che tutti i prigionieri senza eccezioni fossero deportati.
Il convoglio fu preparato fra varie difficoltà in una decina di giorni e il 19 settembre 1943 tutti i militari italiani detenuti nella fortezza veneta furono caricati a gruppi di cinquanta sui vagoni bestiame. Durante il viaggio si verificò qualche tentativo di fuga ma tutti furono neutralizzati dalle guardie tedesche, agli autori dei fatti vennero imposte le manette. Fu un viaggio tremendo, a Rovereto la tradotta sostò per un giorno intero sui binari della stazione senza che i carri venissero neppure aperti; la sete, gli spazi angusti e la necessità di effettuare i bisogni corporali sul carro stesso, trasformarono in un tormento quei tre giorni di viaggio. Il 22 settembre, verso la fine della mattina, il treno giunse a Dachau. I deportati furono indirizzati a piedi verso il campo di concentramento, attraversando nel percorso le vie della cittadina austriaca. La popolazione diede loro un primo assaggio dell’accoglienza che avrebbero avuto, facendoli oggetto d’insulti e sputi. All’ingresso del lager furono contati 1857 uomini che furono fatti denudare completamente sull’Appellplatz prima di essere sottoposti alla depilazione, alla disinfezione ed inviati alla doccia. Gli ex-militari incolonnati sotto una lieve pioggia in una lunga fila in attesa di queste operazioni, vedendo che a chi era uscito era stato tolto tutto il bagaglio, un po’ per scaldarsi, un po’ per non lasciare i loro residui averi in mano tedesca, accesero vari piccoli falò in cui incenerirono tutto quanto poteva prendere fuoco. Non si era mai visto in un campo di concentramento un atteggiamento così sprezzante delle rigidissime regole interne. Le SS piombarono fra gli italiani battendoli con i calci dei fucili e mulinando i nerbi di bue, in una rabbiosa e violenta volontà punitiva per far subito comprendere che ogni minima infrazione sarebbe stata pagata cara. L’insofferenza di quegli uomini verso la loro nuova condizione non era però ancora stata domata. Quando, ormai sera, fu loro dato da mangiare, ricevettero la zuppa irrancidita e gelata del mezzogiorno e il pane acidulo e duro destinato agli internati che ancora non conoscevano. I ragazzi di Peschiera rifiutarono quel cibo e rovesciarono in giro per il campo i bidoni con la disgustosa minestra in segno di protesta. Ancora una volta la reazione dei kapò e delle SS non si fece attendere, aggredirono i riottosi nuovi arrivati a bastonate, li inquadrarono e li fecero correre con i loro zoccoli di legno ai piedi per tutto il perimetro del lager di Dachau. La punizione doveva continuare per tutta la notte, chi cadeva per la stanchezza veniva finito dalle botte delle SS, a morire furono in parecchi. L’incendio sulla piazza dell’appello e il castigo della folle corsa notturna divennero fra gli altri deportati e quelli che verranno dopo, simboli di orgoglio e dignità e leggenda da tramandare, perché nella storia di quel “campo di rieducazione”, mai nulla di simile si era verificato nel passato e mai nulla di simile si verificherà. Questi militari, i primi cittadini italiani ad essere deportati e i primi ad arrivare a Dachau, non finirono così di scontare la loro ribellione ma furono sistemati in una baracca in fondo al campo, il block 25, isolato dagli altri alloggiamenti. Nei giorni seguenti fu anche cambiata la loro classificazione nell’ambito del sistema concentrazionario nazista. Quando al loro arrivo furono immatricolati, venne loro assegnata la qualifica di “Schutzhäftlinge”, ossia di “deportato per motivi di sicurezza”; ora ricevettero una nuova definizione, quella di AZR (“Arbeitszwang Ausländer”) quindi “stranieri da rieducare a mezzo del lavoro obbligatorio”. Dalle loro casacche fu scucito il triangolo rosso degli internati “politici” e sostituito con quello nero degli “asociali ed irrecuperabili”. Per renderli ancora più riconoscibili con loro fu inaugurato un marchio che poi sarà spesso applicato a tutti gli italiani deportati, la “strasse”, la strada, cioè il solco fatto con il rasoio dalla fronte alla nuca fra i capelli tagliati a spazzola. Ebbe inizio da quel momento la nuova vita quotidiana dei ragazzi di Peschiera a Dachau, fatta di duro lavoro, di freddo, di maltrattamenti, di malattie e di denutrizione: un’esistenza dedicata alla sforzo di “sopravvivere”. Poi, mentre alcuni rimasero all’interno del campo principale, altri, a gruppi, furono destinati come manodopera gratuita ai vari campi di prigionia eretti nei pressi delle fabbriche che lavoravano per la produzione bellica tedesca. Gli ex-reclusi di Peschiera si dispersero quindi in tanti luoghi dove furono sfruttati fino a cedere per lo sfinimento: pochissimi di loro tornarono vivi ai loro paesi d’origine.
In questa tragica vicenda furono coinvolti anche otto brianzoli, in quei frangenti detenuti a Peschiera del Garda; per alcuni è anche nota la natura della condanna. Il censimento delle fonti più importanti ha portato all’individuazione di questi militari; non è escluso, però, che fra le pieghe del tempo si siano perse le storie di altri deportati di quel convoglio, specialmente se sopravvissuti e questo scritto può essere lo stimolo ad ulteriori ricerche. Ecco l’elenco e quello che si è potuto scoprire su ognuno dei nostri conterranei.

Paolo Brambilla Nato a Usmate Velate l’11 novembre 1913 dove risiedeva in via Dosso. Nel marzo del 1940 fu richiamato alle armi e dovette abbandonare la sua attività di contadino. Si presentò a Novara dov’era stanziato il 54° Reggimento di fanteria. Partecipò alla campagna di Francia e al rientro fu dislocato prima a Pinerolo, poi a Fontanafredda e poi di nuovo a Novara. Nell’ottobre del 1940 fu congedato. Già nel febbraio dell’anno successivo fu però nuovamente chiamato presso la stessa unità, per essere accorpato alla compagnia Mortai 81; partì quindi per la Jugoslavia, occupata allora dall’esercito italiano. Tornato in Italia passò un breve periodo a Rivoli prima di essere inviato in Sicilia. E’ nell’isola che si svolge la vicenda che portò il brianzolo di Usmate Velate in carcere. Brambilla era un graduato e aveva la responsabilità dell’approvigionamento dei viveri del reparto; scoprì delle malversazioni effettuate da alcuni suoi superiori e le denunciò. L’accusa si rivoltò contro di lui; i superiori lo denunciarono a loro volta e di fronte agli ufficiali giudicanti del reparto si presentarono dei sottufficiali di fede fascista e un graduato dal passato di socialista: ovviamente furono creduti i fascisti. Brambilla non riuscì a contenere la rabbia per le decisioni della corte e di questo ne fecero le spese un paio dei suoi avversari che finirono all’ospedale in gravi condizioni. Fu instaurato allora a Palermo un processo contro di lui con la relativa condanna al carcere militare. Seguì quindi il trasferimento a Peschiera del Garda da dove fu deportato. Da Dachau fu inviato il 1 novembre 1944 a Buchenwald e poi a Dora Nordhausen, dove nelle gallerie scavate in precedenza da altri prigionieri, i nazisti avevano installato i macchinari per la produzione di parti di aerei e per la costruzione delle V1 e V2; in questo lager la sua matricola era la 34945. Riuscì a sopravvivere alle incredibili condizioni di vita di Dora fino alla liberazione del campo ma le sue condizioni fisiche erano alquanto compromesse; fu ricoverato in un ospedale perché colpito anche dalla tubercolosi e fu in grado di rientrare in Italia solo il 26 agosto 1945.

Pietro Elli Nato il 15 giugno 1916 a Desio. A Dachau ebbe la matricola numero 55391 e la classificazione AZR. Il 21 giugno 1944 fu trasferito al campo di sterminio di Flossenbürg dove arrivò il giorno 22 e fu immatricolato nuovamente questa volta con la serie 13134. Fu inviato in seguito al campo di Hersbruck, uno dei più terrificanti sottocampi di Flossenbürg dove con dodici ore di lavoro pesante in qualsiasi condizione atmosferica, le percosse e la denutrizione, un deportato aveva una bassissima attesa di vita. Dopo solo un mese trascorso a Hersbruck, Elli fu rimandato al campo principale, probabilmente perché ormai inabile al lavoro. Il militare desiano morì a Flossenbürg il 27 gennaio 1945.

Angelo Frigerio Nato il 18 maggio 1921 a Inverigo. A Dachau il suo numero di matricola fu 55157 e fu qualificato come AZR. Morì a Dachau il 4 maggio 1945. In considerazione del fatto che il campo di concentramento fu liberato dagli americani il 29 aprile, è probabile che Frigerio giunse alla liberazione in condizioni tali da sopravvivere solo pochi giorni. In tutti i lager nazisti, infatti, i decessi continuarono anche dopo la fine della prigionia, a causa delle disastrose condizioni fisiche a cui erano giunti molti internati, segnati dalle malattie e soprattutto dalla fame.

Felice Galimberti Nato il 13 marzo 1908 a Desio. Matricola a Dachau 54255. I deportati di questo convoglio ebbero infatti un numero di matricola compreso fra 53669 e 55458. Il 27 settembre 1944 fu trasferito al campo di concentramento di Natzweiler, in Alsazia, a circa cinquanta chilometri da Strasburgo. Qui i prigionieri venivano impiegati in lavori di riparazione e costruzione di strade e nelle fabbriche chimiche e metallurgiche. Quando gli americani vi arrivarono il 23 novembre 1944 lo trovarono vuoto, in quanto già a settembre le SS lo avevano sfollato per l’avvicinarsi del fronte, trasferendo i detenuti in altri campi. Galimberti figura deceduto, infatti, il 5 gennaio 1945 a Neckargartach, uno dei 75 campi secondari di Natzweiler.

Mario Radaelli Nato il 23 aprile 1912 a Giussano, di professione macellaio. Fervente comunista, partecipò con le formazioni antifranchiste alla guerra civile spagnola nel 1938. Al termine del conflitto fu riconsegnato dalla polizia svizzera a quella italiana. Fu confinato a Tornimparte, nelle Isole Tremiti per tre anni che scontò interamente. A Dachau ebbe la matricola 53850 e dichiarò anche qui di svolgere il mestiere di macellaio. Venne trasferito a Buchenwald il 31 ottobre 1943 con la nuova matricola 35043, probabilmente con lo stesso trasporto di Paolo Brambilla. Il 5 gennaio 1944, fu anche lui inviato nelle gallerie di Dora. Nei due ultimi campi la sua classificazione cambiò in “politisch”, deportato per motivi politici. L’antifascista brianzolo riuscì a rientrare in Italia e una traccia di lui si trova in un documento della fine del 1945 conservato all’Archivio comunale di Lissone che lo da ancora celibe e residente in questa città in via Besozzi 8. Lo scritto testualmente recita: “L’8 settembre 1943 si trovava nel reclusorio militare di Peschiera per antifascismo. Internato in Germania. Ultime notizie 20/9/43”. Mario Radaelli, comunque, morì già nel 1946, probabilmente a causa degli stenti subiti in prigionia.

Carlo Rivolta Nato il 20 aprile 1911 ad Agrate Brianza. A Dachau ricevette la matricola 55300, i registri rivelano il mestiere di meccanico. Già il 30 ottobre 1943 fu ricollocato a Buchenwald, dove arrivò il giorno successivo. Qui la sua qualifica divenne “politisch”, perciò “deportato in quanto oppositore politico”, mantenendo quindi il triangolo rosso, mentre la sua matricola divenne la 34808. Carlo Rivolta morì nel sottocampo di Oertelsbruch il 12 febbraio 1944.

Riccardo Ronzoni Nato il 19 gennaio 1911 a Briosco. A Dachau fu la matricola 53769, si dichiarò imbianchino. Immediatamente, il 7 ottobre 1943, subì il primo di una sconcertante serie di trasferimenti in vari campi di concentramento del Reich, venendo incluso in un trasporto per Dresda, dov’era impiantato un sottocampo di Flossenbürg; vi giunse il 13 ottobre dopo quasi una settimana di viaggio su treni merci. Qui la sua matricola divenne la 5050. Dopo cinque mesi trascorsi nella grande città della Sassonia venne inviato a Mauthausen, dove arrivò il 9 marzo 1944 e ancora la sua matricola si trasformò in 56721. La sua meta finale fu il campo satellite di Ebensee dove Ronzoni trovò la morte l’11 marzo 1945. Il deportato brianzolo dovrebbe essere sepolto nel cimitero di Ebensee Friedhof, dove da una fossa comune del campo di Ebensee furono trasferiti e ricomposti i resti dei deportati uccisi. 185 di questi furono identificati e fra questi Riccardo Ronzoni.

Ambrogio Vergani Nato il 30 maggio 1912 a Vimercate dove abitava in via Vittorio Emanuele 9. Operaio meccanico. Apparteneva al movimento politico antifascista clandestino sin dal 1936. Insieme al dottor Sergio Marturano con un vecchio ciclostile stampava manifestini antifascisti che venivano diffusi in Brianza. Nel luglio del 1938 furono scoperti ed arrestati. Comparirono davanti al Tribunale Speciale e furono assolti ma solo dopo dieci mesi trascorsi in carcere. Per questo fu registrato nel Casellario politico centrale come comunista e nel 1942 era ancora vigilato. Richiamato alle armi, il 5 ottobre 1942 veniva processato per “insubordinazione e disfattismo politico” e condannato alla pena di quattro anni da scontare nelle carceri di Peschiera sul Garda. A Dachau fu immatricolato con il numero 54082 e classificato AZR. Riuscì a sopravvivere e alla liberazione si trovava nel campo di Mühldorf , un lager afferente a Dachau. Rientrò in Italia il 3 giugno 1945.

Fonti utilizzate per la ricostruzione degli otto brianzoli deportati a Dachau:


Antifascisti nel casellario politico centrale
Antifascisti nel casellario politico centrale. Quaderni dell’Anppia
Archivio Aned Sesto S.Giovanni, fascicolo personale di Paolo Brambilla. Dichiarazione di Paolo Brambilla sottoscritta il 14 giugno 1962 e intervista dell’autore al figlio Giuliano del 2 novembre 2010.
Archivio Aned Sesto S.Giovanni, fascicolo personale di Ambrogio Vergani.
Archivio comunale di Lissone, anno 1945, cat.8, bs.5.
Mantelli, Brunello. Tranfaglia, Nicola. D’Amico, Giovanna. Villari, Giovanni. Cassata, Francesco. Il libro dei deportati, volume 1 “I deportati politici” 1943-1945. 2009
Mascetti, Eugenio. La pelle dell’orso. 1990
Mauthausen totenbuch.
Tibaldi, Italo. Compagni di viaggio. Dall’Italia ai lager nazisti. Trasporti dei deportati. 1943-1945. 1994