Votiamo NO al referendum del 20 Settembre


1. Perché la riduzione dei parlamentari compromette la rappresentanza politica. Con il drastico taglio del numero dei parlamentari crescerà la distanza dei parlamentari dai problemi dei cittadini e dei territori. Inoltre non sarà garantita l’uguaglianza del voto dei cittadini (partiti con il 5% dei voti alla Camera e con il 10% al Senato non saranno rappresentati in Parlamento).

2. Perché la riduzione dei parlamentari determina un rallentamento del processo legislativo. Il buon funzionamento del Parlamento dipende prioritariamente dal lavoro delle Commissioni, in cui sono rappresentati proporzionalmente tutti i Gruppi parlamentari (art. 72 Cost.), che però, a causa del drastico taglio dei componenti, finirà inevitabilmente per essere più macchinoso.

3. Perché la riduzione dei parlamentari non migliorerà la qualità degli eletti giacché non incide sui criteri di selezione dei candidati e sulla scelta tra i candidati.

4. Perché la riduzione dei parlamentari aumenta il potere degli apparati di partito nella scelta dei candidati, un processo decisionale che già avviene in modo poco trasparente e che finirebbe per ridimensionare ulteriormente il ruolo dell’elettore.

5. Perché la riduzione dei parlamentari determina un ulteriore depotenziamento del ruolo del Parlamento, già esautorato dall’abuso dell’attività legislativa da parte dell’Esecutivo (Governo) e della propria maggioranza.

6. Perché la riduzione dei costi può essere ottenuta attraverso la modifica della legge ordinaria (n° 1261 del 1965) che stabilisce l’indennità dei parlamentari (il risparmio di questa riforma, a conti fatti, equivale ad un cappuccino all’anno per ogni cittadino).

La cattiva politica non ha le sue radici nel Parlamento, bensì nel cattivo funzionamento dei partiti e nell’applicazione di pessime leggi elettorali che impediscono ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti.

L’ANPI ribadisce l’assoluta necessità della reale attuazione dei principi costituzionali, in gran parte ancora oggi disattesi. Solo la piena attuazione della Costituzione potrà favorire la soluzione dei molti problemi del nostro paese e la costruzione di una società che combatta l’ingiustizia sociale.

Per queste ragioni l’ANPI esprime un chiaro e forte NO al referendum del 20 settembre, e si impegnerà, com’è sua tradizione, in piena autonomia anche organizzativa, nello svolgimento della campagna referendaria, ponendo al centro del dibattito pubblico anche una riflessione sui continui tentativi di manomettere la Costituzione che non risolverebbero i problemi di questo Paese.



Il testo del quesito referendario è il seguente:


«Approvate il testo della legge costituzionale concernente “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - Serie generale - n.240 del 12 ottobre 2019?»

IL TESTO LEGGE COSTITUZIONALE - Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana - Serie generale - n.240 del 12 ottobre 2019

PROSSIME INIZIATIVE IN BRIANZA

Monitor

16 Luglio 2020 - Monza
"LE RAGIONI DEL NO AL REFERENDUM"

GIOVEDI' 16 LUGLIO 2020 ORE 20.30
MONZA - PRESSO LA SALA "TRENTIN" - CGIL - MONZA - Via Premuda, 17

"LE RAGIONI DEL NO AL REFERENDUM"

NE PARLIAMO CON:
LUCREZIA RICCHIUTI - GIA' SENATRICE
FRANCESCO MONTORIO - DIRETTIVO NAZIONALE CDC PER IL NO AL REFERENDUM
LORIS MACONI - PRESIDENTE ANPI MONZA E BRIANZA

POSTI LIMITATI PER LE REGOLE ANTI-COVID. DOTARSI OBBLIGATORIAMENTE DI UNA MASCHERINA

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"il misfatto delle forbici di cartone" di Massimo Villone


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"Il referendum del silenzio" di Stefano Folli


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Docenti e studiosi in campo "No al taglio dei parlamentari"


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"Se le camere tradiscono la nazione" di Zagrebelsky


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"Il Parlamento depotenziato" di Luciano Violante


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"Tramonto del Parlamento" la versione di Cassese


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"Un NO per ricucire" di Marco Damilano


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QUANDO IL FINE NON GIUSTIFICA I MEZZI

A fronte di un’insignificante riduzione dei costi
la revisione costituzionale che taglia il numero dei parlamentari,
RIDUCE la rappresentanza dei cittadini,
RAFFORZA le oligarchie dei partiti,
DANNEGGIA il funzionamento del Parlamento

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